Non so se sia un caso, ma mi sembra che tutti i libri più belli io li legga durante l’estate.
Forse è il contesto particolarmente rilassante e vacanziero che mi predispone in tal senso, oppure sarà merito della mia accuratezza nella scelta di cosa portarmi appresso nelle trasferte. Chi lo sa? Io bado al risultato.
Fatto sta che, anche in questa stagione, a farmi compagnia nel mio soggiorno montano è stato un libro fantastico: “La volta giusta” di Lorenza Gentile, edito da Feltrinelli.
A dire la verità non l’ho scelto io; me l’ha regalato la mia amica libraia Alessia, che ha un certo fiuto per le scelte editoriali e conosce perfettamente i miei gusti. Il fatto, poi, che me l’abbia donato con tanto di dedica personalizzata da parte dell’autrice, ha aggiunto qualcosa in più ad un volume che già brillava di suo.
Mi sono davvero goduta la lettura di questo romanzo di cui è protagonista Lucilla, una giovane donna impegnata in una sorta di sfida personale.
Insieme al fidanzato Enrico, infatti, Lucilla ha vinto il bando per gestire una locanda in un Comune polvere - così si chiamano le località a rischio di spopolamento - sulle Alpi Marittime.
Ad animare questa piccola realtà territoriale ci sono solo 15 persone, cui si dovrebbe appunto aggiungere la coppia.
Lucilla non è nuova agli imprevisti. Tra le tante difficoltà della sua esistenza ha già collezionato anche una serie di delusioni sentimentali con i precedenti fidanzati. Forse al peggio non c’è davvero mai fine, perché di punto in bianco la ragazza si troverà da sola ad affrontare l’ennesima sfida.
Senza troppi convenevoli, dapprima adducendo una scusa banale quale un problema al furgone che lo costringe a ritardare la partenza (mentre Lucilla è già salita in quota) ed in seguito con un messaggio telefonico, Enrico farà infatti marcia indietro, addossando a lei l’onere di gestire in solitudine il tutto.
Lucilla, appena giunta nel suo nuovo piccolo mondo, si scontrerà con la sua incapacità. La montagna non è un luogo per tutti, le incombenze sono tante e faticose. Bisogna pulire, riparare, stuccare, ritinteggiare, occuparsi degli approvvigionamenti, fare legna e tutto questo da solo (e da soli) non basta. Rispettare le scadenze, perché ci saranno dei controlli. Mettere in conto magri incassi in attesa dell’avvio dell’attività. Il pensiero di gettare la spugna si affaccerà più volte nella sua mente, ma questa volta la giovane deciderà di non arrendersi e di stringere i denti.
In suo soccorso giungeranno nell’arco di poco tempo tutti i residenti del luogo, per i quali il suo arrivo è già stato motivo di festa. Dapprima Eliseo, anziano saggio custode di segreti e conoscenze non solo toponomastiche, affiancato dal piccolo Tobia. Poi Nives, una super mamma con un’approfondita competenza erboristica. Ad essi si aggiungeranno Libero, architetto anch’esso alla ricerca del suo posto tra monti e città, Daisuke, un giapponese che comunica solo con il traduttore e altre figure (non esclusivamente umane) che scoprirete pagina dopo pagina.
Leggendo imparerete anche nuovi termini, perché il libro ha molte parole legate alla montagna che denotano una profonda conoscenza della stessa.
Attraversando il ciclo delle quattro stagioni, delle tempeste metaforiche e reali, Lucilla approderà alla sua primavera. Non la fermeranno la commissione esaminatrice, la dottoressa Parodi, i vari intoppi che cercheranno di scoraggiarla e sbarrarle il cammino.
La locanda sarà restituita al vecchio splendore, offrendo ai residenti e ai turisti sia una piccola botteguccia di generi alimentari che un servizio di ristorazione e alloggio.
Il titolo del volume svela in anteprima quella che sarà la grande vittoria di Lucilla; aver preso la decisione appropriata.
Quante volte ciascuno di noi si chiede se sarà la volta giusta?
Che si parli di amore, lavoro, sfide, gare, concorsi o altri argomenti, sicuramente ci siamo posti la domanda.
Per Lucilla quella narrata è stata davvero la volta giusta. Una scelta in grado di restituire completezza ad una vita perennemente a credito sotto tanti aspetti: soddisfazioni, amore, affetto familiare e amicizia, che ritroverà finalmente con gli interessi.
Anche il lettore scoprirà, lasciandosi cullare nel racconto dalla gradevole scrittura dell’autrice, che spesso, per raggiungere l’ambita vetta, non dobbiamo avere fretta di arrivare. Al contrario, ci viene chiesto di salire con pazienza. Talvolta anche scivolando qualche passo indietro, per prendere di nuovo la rincorsa e puntare tutto sulle nostre capacità.
Osservando dall’alto, una volta raggiunta la cima, ci sarà ancora più soddisfazione nel guardare giù meravigliandosi di come, dopo tante sconfitte, sia finalmente arrivata anche per noi LA VOLTA GIUSTA.

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