![]() Walter Palmer mostra orgoglioso il suo trofeo di caccia |
CLICK.
E' il suono onomatopeico con cui, d'abitudine, identifichiamo lo scatto di un obiettivo fotografico.
Un CLICK ripetuto ossessivamente quando ci troviamo dinnanzi a qualcosa di interessante di cui vogliamo serbare ricordo per il futuro.
Purtroppo, lo stesso rumore viene prodotto dallo scatto del grilletto di un fucile pochi istanti prima che il proiettile colpisca il bersaglio dello sparo.
Quest'estate, Walter Palmer, un dentista americano dal conto corrente florido e dalla materia grigia un po' rattrappita, deve aver confuso i due suoni: si sarebbe potuto accontentare del primo CLICK, tornando a casa con un soddisfacente safari fotografico.
Invece, ha scelto il secondo, uccidendo senza remore a fucilate (ore dopo averlo ferito con una freccia) il leone Cecil, animale simbolo di un parco naturalistico dello Zimbabwe, dimostrando una ferocia incredibile mista ad un menefreghismo cosmico.
Evidentemente, l'uomo ha pensato che con denaro contante potesse coprire le sue malefatte, salvo poi giustificarsi, una volta smascherato e gettato in pasto all'opinione pubblica, trincerandosi dietro una fumosa cortina di deplorevoli bugie la cui eco rimbalza ancora oggi nelle cronache internazionali sebbene sia ormai trascorso un mese e mezzo dal fatto.
Il dentista, già recidivo, nel 2006 era stato protagonista di un tentativo di corruzione per coprire l'uccisione di un orso bruno in Wisconsin.
Aveva infatti cercato di pagare due guide perché mentissero sull'accaduto: per sua sfortuna le stesse, un paio d'anni dopo, avevano confessato la verità.
Palmer era quindi stato condannato ad una multa di 3 mila dollari e ad un anno di libertà vigilata.
Purtroppo, di Walter Palmer è pieno il mondo: molti non si nascondono nemmeno dietro il calcio di un fucile.
Gli animali vengono bistrattati ovunque: nei laboratori sperimentali, nell'industria della moda, nei vari palii contestati a più riprese dagli animalisti.
Per fortuna, tuttavia, ogni tanto le cronache portano alla ribalta anche episodi gradevoli: proprio quest'estate i quotidiani hanno dato ampio risalto alla vicenda di Angelo e Dasy.
Non vi tragga in inganno il primo nome maschile: Angelo non è un uomo, ma un meticcio di Sala Consilina, in provincia di Salerno, che quest'anno si è aggiudicato la vittoria della 54° edizione del Premio Fedeltà del Cane, a San Rocco di Camogli, nel genovese.
Per la prima volta, la giuria ha scelto un cane protagonista di un gesto d'amore nei confronti di un altro quadrupede e non, come d'abitudine, di un umano.
Angelo, infatti, ora adottato da una donna di Aosta, prima di giungere in famiglia era un cane randagio.
Nel suo peregrinare di strada in strada aveva conosciuto Dasy, una cucciola minuta.
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| Angelo e Dasy (fonte tgcom24.mediaset.it) |
Inevitabile era scattato l'innamoramento.
Trotterellavano felici fianco a fianco.
Ma il destino ha scelto diversamente: investita da un'auto, Dasy è morta sul ciglio della strada, a Vallo della Lucania.
Angelo l'ha leccata, annusata, spinta con il muso tentando invano di riportarla in vita.
Poi le si è accovacciato a fianco, senza muoversi, per proteggerla.
Quando i volontari di un'associazione animalista li hanno trovati, hanno faticato non poco a separare Angelo dalla sua compagna.
Quando i volontari di un'associazione animalista li hanno trovati, hanno faticato non poco a separare Angelo dalla sua compagna.
Anzichè rinchuderlo in un canile l'hanno accudito per mesi, poi hanno postato una suo foto sul web.
Anche in questo caso, sono fioccati i CLICK.
Ancora una volta lo stesso suono, dietro al quale c'è sempre una mano umana.
Una mano che non sempre si merita questo aggettivo: umana è la mano di chi rispetta il prossimo, non dell'arto di chi appartiene al genere esclusivamente per il fatto di essere bipede.


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