pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

domenica 6 settembre 2015

ITALIANA? WELCOME ON BOARD

8 giorni, 7 notti, 6 scali.
Sono i numeri della crociera cui ho preso parte salpando lo scorso 29 agosto dal porto di La Spezia. Un'esperienza per me nuova, che da tempo volevo vivere.
Cataloghi alla mano, la scelta è ricaduta sulla compagnia Msc.
Un itinerario tranquillo, nel Mediterraneo occidentale, senza toccare luoghi a rischio. Tappe a Marsiglia, Palma di Maiorca, Ibiza, Olbia e Salerno.

Devo confessare che anche il fatto che tre dei porti in cui avremmo fatto scalo fossero in Italia, mi aveva  fatto propendere per questa scelta tra le diverse opzioni di viaggio proposte.
Non che io sia animata da particolare patriottismo, ma perché allontanarsi tanto dallo stivale  con tutte le meraviglie che la nostra terra ci offre?

Con la trepidazione di un bambino, eccomi all'imbarco. Operazioni rapide, in totale sicurezza. Ti offrono da bere, ti scattano una foto da abbinare al tuo nominativo e poi, eccoti in mano la
La mia fedele amica
tesserina plastificata che per tutta la vacanza non dovrai dimenticare.

La chiamano la tua fedele amica non a caso: te la chiedono quando scendi dalla nave, quando risali a bordo, ti serve per aprire la porta della stanza ed anche per qualsiasi consumazione extra al ristorante o nei numerosi bar di cui è fornita questa fabbrica viaggiante.

Ovviamente, anche se sei italiano, tutti i dati in essa riportati, eccetto il tuo nome e cognome, sono in inglese. Se non lo conosci, sei spacciato.
Immagino anche solo i miei genitori, che oltre all'italiano conoscono il piemontese e basta, alle prese con termini quali muster station, life boat, dining, table e seat.
Ma sorvoliamo su questi dettagli, poco dopo l'imbarco c'è una riunione informativa in cui ti spiegano, nella tua lingua madre, come dovrai comportarti.

Dopodiché, dimenticati l'italiano.

In una settimana di navigazione e non, ho avuto tanto tempo per pensare.
Ed anche, ovviamente, per osservare ed ascoltare. Eccovi, in sintesi, ciò che ho notato:
 
  • il personale del buffet, aperto 20 ore su 24, non parla italiano, perché italiano non è.  Honduregni, argentini, filippini, ungheresi,  brasiliani, orientali: ho visto di tutto, fuorché miei connazionali. Non ponetegli domande, né semplici né complesse, perché alzeranno le spalle osservandovi come se foste un alieno. Se cercate un cucchiaino e lo chiedete, sgraneranno due occhi stupiti anche se gli mostrate un cucchiaio chiedendolo più piccolo. Si sbloccheranno solo alla pronuncia della parola magica: teaspoon. Evidentemente  anche chi predispone i cartellini con i nomi delle pietanze ha una conoscenza lacunosa dell'italiano: mi è capitato di prendere un muffin alla provola affumicata trovandolo ripieno di pancetta affumicata, che non è proprio la stessa cosa, specialmente per una vegetariana!
  • Roma sarà anche caput mundi, ma noi siamo l'ultima ruota del carro: gli spettacoli teatrali, la prova di evacuazione, i saluti di fine serata saranno tutti presentati in più lingue. Inglese, tedesco, francese, spagnolo e da ultimo in italiano, anche se, ve ne accorgerete a più riprese in diversi contesti, gli italiani rappresentano probabilmente la percentuale più alta dei vostri compagni di viaggio.
  • La Msc è di proprietà di un armatore italiano ed  ha alle spalle, come recita il sito internet, una storia vera da raccontare. Una storia  iniziata oltre 300 anni fa con la famiglia marinara degli Aponte, provenienti da Sorrento: e allora perché batte bandiera panamense? Da solita malpensante presumo sia una scelta motivata da  agevolazioni fiscali ed anche dalla possibilità di stipulare contratti di lavoro non vincolati alla giurisdizione nostrana.

Beh, ora basta. Mi fermo, perché, cosa che accade di rado, sono rilassata, ho trascorso una bella vacanza ed anche se sono da 24 ore sulla terraferma ho ancora la sensazione di dondolare tra le onde, senza connessione wi-fi e suoneria del telefono ad interrompere la mia vita in ogni momento.

Mi rammarico soltanto che la vacanza non sia stata propriamente tricolore, eccezion fatta per la serata italiana, dove si è palesemente manifestata la nostra indole caciarona, con trenini e cori da stadio tra i tavoli del ristorante plurilingue.

Comunque, non tutto il male vien per nuocere: lo slogan della Msc che vi accoglierà alla partenza - quello sì, scritto in italiano - è che la vita non si misura in minuti ma in momenti.

Personalmente, in questa vacanza ho avuto momenti piacevoli. Forse in questo caso è stato un vantaggio che, pur avendo sede operativa a Napoli, la Msc abbia invece preferito applicare la nota puntualità svizzera che le deriva dall'avere sede centrale a Ginevra.
Per tutta la durata della crociera abbiamo infatti  rispettato al minuto il programma di viaggio.
Ooooops... scusate, il mio è proprio un vizio difficile da togliere, sono recidiva: volevo scrivere travel program!

Nessun commento:

Posta un commento