
Se volete leggere uno splendido romanzo, non potete fare a meno di procurarvi "L'inverno delle stelle" di Nicoletta Verna, edito da Rizzoli. Si tratta di un piacevolissimo racconto che mescola amicizia, amore, odio, guerra, empatia e molto altro, in un giusto e avvincente mix infarcito di storia dell'epoca.
Ambientato in Toscana (tra Fiesole e Firenze) nel periodo della seconda guerra mondiale, il romanzo vede protagonista Sirio, una vivace ragazzina, un po' bugiarda, a capo di una banda di amici con cui si dedica a simpatiche scorribande tra i boschi con la spensieratezza tipica dell'età.
Dallo sguardo malinconico con cui Barbara Baldi l'ha raffigurata in copertina non traspare tutta la vitalità che anima la giovane protagonista della vicenda: Sirio è un incrocio tra Giamburrasca e Pippi Calzelunghe, con un'anima indomita e un cuore che batte sempre all'impazzata.
Unica femmina in mezzo ad un gruppo di maschi, Sirio è cocciuta, ostinata e determinata.
Un giorno, sfidata da una banda avversaria, si addentra nel bosco per recarsi in visita ad un castello abbandonato che si dice sia infestato da un fantasma.
Sirio deve dimostrare a chi l'ha provocata che lei ha coraggio da vendere.
In realtà, in quel maniero non aleggia nessun fantasma, ma è presente un essere umano, che dapprima viene scambiato per un ripugnante animale od un mostro. Si tratta invece di un soldato ferito, dagli occhi gonfi e l'odore nauseabondo, che sembra morto.
Nel gruppo di amici nascono le prime discussioni: alcuni vogliono abbandonarlo al suo triste destino, altri, tra cui Sirio, decidono invece che quell'uomo debba essere salvato.
Mentre intorno a loro la guerra impazza, Sirio decide che quell'uomo straniero merita la sua compassione. Giorno dopo giorno la ragazza gli farà visita portando cibo, carezze e un'umanità che rappresenta il miglior rinvigorente per la salute dell'uomo.
A quello che lei e i suoi amici hanno battezzato "il mostro" Sirio racconta molto di sé, senza ricevere nulla in cambio: il soldato, forse privo di memoria, non pronuncia alcuna parola.
Il legame che si instaura tra i due è forte, ma ad un certo punto Sirio si sente tradita, perché proprio mentre lei sta pensando di portarlo a casa e fargli conoscere sua madre, ipotizzando che tra i due potrebbe scoccare l'amore, l'uomo scompare senza lasciare messaggi. Dove sarà finito?
Intanto, intorno a Sirio ed ai suoi amici, la guerra impazza, separando e martoriando le famiglie. Bisogna decidere da che parte stare: con i tedeschi o contro di loro? Ogni scelta ha le sue conseguenze, ma Sirio non si lascia influenzare dagli eventi.
Ha da tempo deciso come rendersi utile: infatti, mettendo a rischio la sua vita, decide di diventare staffetta partigiana, assumendo il nome di Bina.
Durante l'esperienza, Sirio viene a conoscenza del fatto che il cruento capo degli invasori è un ex soldato ferito. Pare che, dopo essersi ristabilito, lasci la sua firma sul territorio come autore di violenze e torture inenarrabili. Sirio non può credere che si tratti dello stesso uomo cui lei ha salvato la vita, al quale, in un impeto emotivo, ha regalato il suo amuleto a forma di stella che la mamma le aveva omaggiato.
Già l'amore nei confronti del suo amico Dante l'ha delusa. Possibile che anche il mostro, cui lei ha restituito la vita, l'abbia ripagata con un così doloroso affronto?
Non potrete non amare Sirio, la sfrontatezza e testardaggine che la contraddistinguono, così come, man mano che il racconto si dipana, non potrete evitare di riconoscere personaggi che appartengono al periodo storico nel quale è ambientato il romanzo. Vi sfileranno dinnanzi una giovane Margherita Hack, ma anche Carlo Levi impegnato nella stesura del romanzo "Cristo si è fermato ad Eboli" mentre è rifugiato a Firenze a casa di Anna Maria Ichino.
Tra bombardamenti, morsi della fame, stanchezza fisica, censure, piani segreti, piaghe ai piedi, stelle cadenti e nostalgia dei bei tempi andati, Sirio crescendo scoprirà due sentimenti contrastanti: l'amore e l'odio.
Per tutta la durata del libro, comunque, il primo prevarrà sempre sul secondo.
E quando chiuderete l'ultima pagina del romanzo, vi scoprirete un po' sorpresi nel constatare che alla fine, seppure in mezzo a tanto dolore, per ognuno di noi c'è sempre una stella luminosa che ci guida lungo il cammino.
Che si chiami Sirio, oppure ragione, sentimento, buon senso, non importa. Ciò che conta è che sia il nostro punto di riferimento, anche quando tutto ci sembra andare ogni giorno peggio del precedente. Una luce guida, che sia in grado di rischiarare anche il buio più profondo, facendoci uscire da un freddo inverno regalandoci l'apprezzato e atteso tepore primaverile.
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