Fino a ieri, credevo ancora - sebbene poco - nella giustizia.
Dopo l'assoluzione di Berlusconi dal reato di concussione per induzione e prostituzione minorile, sinceramente, anche ogni mio minimo pensiero positivo nei confronti del sistema giuridico italiano si e' definitivamente dissolto.
Perché perdere mesi, sprecare carta, tempo, forza lavoro, sottrarre aule ad altre questioni per arrivare a questo risultato?
Perché spianare la strada ad altri pervertiti pedofili garantendo loro l'impunità se in grado di far valere conoscenze, abili strategie comunicative e cospicui fondi economici?
L'imputato, leggo dalle cronache, ieri aveva riferito di aver iniziato a vedere le streghe in attesa del verdetto.
I media hanno interpretato tale affermazione come il timore di un epilogo sfavorevole al Cavaliere, senza cogliere nel segno.
Il baldanzoso nonnino, che si ostina senza riuscirci a cercare di dimostrare 20 anni in meno di quelli effettivamente registrati all'anagrafe, probabilmente già fantasticava immaginando di organizzare, per festeggiare l'assoluzione, una nuova festa animata da giovani e procaci fanciulle mascherate da megere.
"L'affermazione che Ruby fosse la nipote di Mubarak è stato un episodio degno di un film di Mel Brooks, per cui il mondo intero ci ha riso dietro" ha riferito il Pg di Cassazione Eduardo Scardaccione.
Fosse solo quello: ci siamo già dimenticati il gesto delle corna esibite in foto con i rappresentanti della politica planetaria, gli appellativi riservati a Rosy Bindi ed Angela Merkel, le irripetibili barzellette e molte altre gaffes in cui il fenomeno azzurro ha dato il meglio di sé?
Potrei continuare a raccontare le nefandezze di quest' uomo che, nonostante la statura ridotta, continua a far svettare la sua immagine sulle reti mondiali non sempre - anzi a mio dire mai - per dimostrazioni che gli fanno onore.
Ha scelto di essere il leader di un partito, Forza Italia, che le forze le sta perdendo per strada.
Nel frattempo siamo diventati la "Povera Italia" derisa dentro e fuori i suoi confini.
Chi fino ad oggi l' ha votato avra' visto in lui i lati positivi che io stento a rintracciare.
Ma non sto scrivendo per fare un processo alle urne.
Scrivo perché sono schifata che ancora una volta Berlusconi l'abbia fatta franca, in barba a quei poveracci innocenti che aspettano nelle patrie galere una giustizia che forse non avranno mai.
Scrivo perché mi indigna sapere che il carismatico leader goda di una visibilità mediatica che neanche reati evidenti riescono ad appannare.
Lo confesso: lo odio profondamente e sono anche un po' stufa, dopo tutti questi anni, di sprecare ancora parole nei suoi confronti.
Amareggiata dal verdetto della Cassazione, mi consolo quindi con i versi del comico nostrano per eccellenza, quel Roberto Benigni che già in tempi non sospetti trovò una donna cui addossare le colpe del successo berlusconiano e della disfatta della nostra penisola:
"Se quella notte per divin consiglio,
la Donna Rosa, concependo Silvio,
avesse dato ad un uomo di Milano,
invece della topa il deretano,
l'avrebbe preso in culo quella sera
sol Donna Rosa e non l'Italia intera" .

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