Vi basteranno due orecchie ed altrettanti occhi. Non è un gioco di società. E' un gioco nella società.
Fermatevi un attimo ed osservate più attentamente del solito il mondo che vi circonda.
Ci vorrà veramente poco tempo: vi renderete presto conto che fa schifo.
Le statistiche ci dicono che siano in aumento le menti malate, l'abuso di psicofarmaci e le sindromi depressive, ma io credo che ad agonizzare siano prima di tutto i sentimenti.
La giornata tipo presa in esame è iniziata con la pioggia. E il meteo mi ha permesso di scoprire che, in caso di precipitazioni, ogni genitore si arroga il suo insindacabile diritto di raggiungere con la vettura praticamente la soglia della scuola, per non far bagnare il proprio figlio prima di entrare in classe.
Poco importa se nel frattempo qualcuno stia transitando a piedi: il pedone deve imparare a cedere il passo all'auto. Chi è nell'abitacolo della vettura ha già il problema di trovare parcheggio. Non si può pretendere sia anche così accorto da non bagnare il prossimo e rispettarne il transito, nemmeno se davanti a lui staziona un vigile in divisa impegnato a sorvegliare il traffico con un occhio magari fin troppo
benevolo perché, comunque, in paese, ci si conosce tutti ed anche fare il proprio dovere talvolta diventa difficile.
Rispetto del prossimo? ZERO .
Tornata a casa, prima di dedicarmi ad altre faccende (oggi ero a casa dal lavoro), ho pensato di dare un'occhiata ai principali quotidiani.
Il mio mondo non è solo a pochi metri da casa. Voglio anche sapere cosa succede in giro.
Saltata a piè pari la politica, sono passata alla cronaca.
Ho appreso con piacere che finalmente il papà di Orbassano in fuga da tre giorni con il suo figlioletto neonato è stato individuato: entrambi sono stati rintracciati in buona salute in Spagna ed ora la preoccupazione principale della famiglia, concluso l'iter giudiziario, sarà di chiarire cosa sia successo nella psiche del neo genitore, già in cura per depressione, per spingerlo ad un simile gesto, fortunatamente conclusosi nel migliore dei modi.
Decisamente peggio è andata alla piccola Chloè, 9 anni compiuti pochi giorni fa, che a Calais, mentre si svagava un attimo al parco giochi sotto lo sguardo attento della madre in attesa di recarsi a scuola di danza, è stata prelevata da un giovane polacco che l'ha trascinata di peso e si è allontanato tra le grida della donna.
L'uomo ha abusato della bambina e poi se ne è disfatto, abbandonandola come un giocattolo rotto, nuda e violata,
Il corpicino è stato rinvenuto poche ore dopo ed immagino lo strazio della madre, che ha assistito impotente al rapimento ed è sprofondata nell'orrore.
Nove mesi in grembo, nove anni di istanti condivisi e poi un bruto passa di lì, vede tua figlia, la rapisce ed in poco tempo la tua vita prende la peggior piega che tu abbia mai potuto immaginare.
Ho abbandonato il web, non avevo più voglia di magonare già ad inizio giornata.
Ho pulito casa, cucinato, pranzato con la famiglia, poi mi sono dedicata alle faccende domestiche, ai compiti dei figli, al continuo pungolarli perché si diano da fare, perché a metà pomeriggio ci attende l'attività ginnica per la figlia maggiore ed il catechismo per il più piccolo ed il tempo stringe sempre.
Corriamo, incastriamo la merenda tra le tante incombenze ed arriviamo in parrocchia per la consegna del primo dei due pargoli.
Strano, Il cancello di accesso è chiuso a chiave. Anche dal cortile sul retro non si entra. Le serrande della sala dove abitualmente si tengono le lezioni sono abbassate. Perlustriamo, ma non c'è l'ombra di un compagno, di una catechista, nessun cartello.
Boh, si vede che hanno deciso di saltare un incontro.
Già: ma noi perché non lo sappiamo? In tempi di comunicazione globale non un sms, una mail, nulla di nulla per avvisare? Anche in questo caso, rispetto del prossimo? ZERO.
Rientro a casa amareggiata.
In giro respiro solo cattiveria, fretta, prepotenza, apatia, ipocrisia, maleducazione.
Arriva una mail in ufficio ma non la si legge perché ci sarà qualcuno dei colleghi che lo farà per noi rispondendo al mittente.
Mi lasciano volantini pubblicitari nella buca personale: potrei buttarli, ma non ho voglia di arrivare fino al cassonetto della carta, meglio appoggiarli sopra al piano comune. Se piove diverranno carta straccia, se c'è vento voleranno via. Oppure, se passerà il solito vicino impietosito (e cretino!) che ci tiene al decoro, li butterà per me.
Al supermercato annunciano che apre la cassa a fianco di quella ove sono in coda.
Perché devo pensare che chi è prima di me cambi corsia? Mi avvantaggio e dribblo gli altri: mi complimento con me stesso, guarda quanto sono agile e scattante!.
Aiutatemi voi e rispondete alla mia domanda: forse sbaglio a voler insegnare ai miei figli che il comportamento corretto è diverso da quello della maggior parte delle persone? Che uniformarsi agli altri non vuole dire per forza essere dalla parte della ragione?
Zero più zero fa sempre zero: che sia rispetto, tolleranza, amore del prossimo, condivisione.
Il buon esempio, però, comincia sempre da uno, facilmente imitabile da altri per diventare un numero infinito.
E' venerdì, oggi non ho lavorato, ho il week-end davanti. Non voglio rovinarmelo.
Allora ripenso ad una scena cui ho assistito un paio di sere fa, mentre tornavo dall'ufficio ed ero in coda al semaforo a Rivoli.
Ho visto un uomo distinto, che poteva avere all'incirca una cinquantina d'anni, passeggiare sul marciapiede. Con una mano fumava il sigaro, con l'altra reggeva la giacca che evidentemente si era tolto per il caldo.All'improvviso l'ho visto chinarsi e raccogliere prima uno e poi anche un secondo pieghevole
commerciale di quelli che reclamizzano gli sconti delle grandi catene. Pensavo volesse leggerli, invece no. Ha raggiunto il cestino dei rifiuti distante qualche metro e ve li ha introdotti.
Aveva entrambe le mani impegnate, ma non si è fatto problemi ad organizzarsi. Il senso civico ha prevalso sul menefreghismo.
Ha fatto quello che tutti dovremmo fare.
Il suo gesto mi ha spiazzata.
In quel momento è scattato il verde e non ho avuto il tempo di reazione di tirare giù il finestrino e gridargli che ne basterebbero pochi come lui per dare il la, se non alla costruzione, al mantenimento di un mondo migliore.
Facciamo tanto per difenderci dalle malattie, dalle pandemie mondiali.
E manco ci accorgiamo che il virus peggiore, nato da un mix di cinismo, indifferenza ed apatia, ce
l'abbiamo ovunque e si sta rafforzando.
E' letale, può distruggere un mondo intero.
Ognuno di noi, con poco, può evitare che ciò accada.
Magari iniziando proprio da questo week-end.

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