pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

giovedì 28 maggio 2015

SE 35 VI SEMBRAN POCHE

Fedifrago, assassino, ma non crudele.

Salvatore Parolisi, l'ex caporalmaggiore accusato dell'omicidio della giovane moglie Melania Rea, da mercoledì ha un peso in meno sulla coscienza.

La corte d'Assise d'Appello di Perugia, infatti, gli ha ulteriormente ridotto la pena carceraria, escludendo l'aggravante della crudeltà. Non saranno 30 bensì 20 gli anni di reclusione comminati: tra quattro anni, nel 2019, grazie ad alcuni sconti, Parolisi potrà disporre di permessi premio.

Accanirsi sul corpo della moglie con 35 coltellate non è segno di violenza?
Farlo mentre a breve distanza la loro figlia Vittoria riposava ignara sul seggiolino dell'auto come può essere considerato?
Ogni giorno lo sdegno per la realtà che mi circonda mi assale impietoso.

Mi chiedo quale giustificazione possa essere stata assunta, per avallare questa scellerata decisione.

Assassinare una donna dopo averla condotta in gita in un bosco è una gentilezza?
Sarebbe stato ancora più encomiabile affogarla dopo una giornata trascorsa al mare?

Pensare che un uomo che in primo grado era stato condannato all'ergastolo possa poi essere "graziato" con uno sconto di pena che gli consentirà di uscire di galera quando sarà ancora nel pieno della sua vita, mi indispettisce incredibilmente.

Non oso pensare a come si possano sentire i famigliari di Melania, torturati una volta in più dall'ingiustizia italiana.

Per fortuna, a Parolisi è stata revocata la patria potestà nei confronti della figlia Vittoria, che in autunno spegnerà sei candeline.
Vittoria, che non avrà la mano dei genitori ad accompagnarla nel suo primo giorno di scuola, come accade alla maggior parte dei bambini.
Vittoria, che ha un nome che la irride: ha vinto il peggiore dei primati, quello di essere orfana in tenera età.
 Il peggio è che, probabilmente, ciò è avvenuto ad opera di chi, tra le mura domestiche, doveva invece farsi carico di un impegno che forse gli è sembrato troppo gravoso: darle amore ed educazione.

Non posso credere che esista sempre una scusante per farla franca.
Questo, infatti, è ciò che accade in Italia, che si parli di fatti di sangue, corruzione politica, raggiri economici.

Nelle stesse ore, mentre Parolisi riceveva la buona notizia, in America Paula Cooper, 15enne arrestata nell 'Indiana nel 1986 con l'accusa di aver assassinato un'anziana donna, si toglieva la vita con un colpo di pistola.

Insieme ad altri due malviventi, nel 1986 Paula si era introdotta, a scopo di rapina, nella casa di una donna anziana, il cui corpo era stato dilaniato da 33 fendenti.

Ricordo quando Paula fu arrestata: avevamo all'incirca la stessa età.
Io mi affacciavo all'adolescenza, lei la perdeva con il rischio di non avere un domani.

Grazie ad una mobilitazione generale, che coinvolse anche l'Italia, vennero raccolte due milioni di firme con cui venne chiesta clemenza all'Onu. Anche Papa Giovanni Paolo II invocò la grazia. Nel 1989 la pena venne commutata in 60 anni di prigione, poi ridotti nel 2013 a 27 per buona condotta.

Ma a Paula la sua vita da libera, forse,è sembrata troppo rischiosa, al punto da spingerla a togliersela.
Le era stato concesso di godersi un futuro relegando nel passato il reato di cui si era macchiata.
Non ce l'ha fatta. Forse era più  sensibile di quanto sembrasse: a lei quei 33 colpi saranno rimasti impressi.

33 invece di 35. Due fendenti in meno di quelli vibrati a Melania: c'è crudeltà e crudeltà.
Oltreoceano (lasciando perdere Amanda Knox), evidentemente, la crudeltà segna la coscienza.
Qui da noi no: non ha senz'altro lasciato il segno tra chi ha deciso per l'assoluzione.
Io mi auguro però che torturi per sempre, e, se devo confessarlo, con grande crudeltà, giorno e notte incessantemente, l'anima fintamente candida dell'assolto.

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