pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

domenica 28 giugno 2015

QUANDO IL DOLORE DIVENTA AMORE

 




 
 

"Come si fa a stare senza chi si ama più di ogni altro al mondo? Più doloroso di non aver accanto chi si ama, c'è solo non sapere dov'è, chi si ama".


Dovrebbero bastare queste due frasi, estrapolate dal testo complessivo, a far comprendere lo strazio di Irina Lucidi, descritto magistralmente da Concita De Gregorio, in "Mi sa che fuori è primavera", edito recentemente da Feltrinelli.

E' la seconda volta che leggo un libro di questa autrice e penso che ad essi seguiranno, nella mia play-list libraria, ancora molti altri suoi testi.
Purtroppo non ho la fortuna di conoscerla di persona, ma credo di non aver mai trovato nessuna scrittrice (la versione maschile l'ho invece individuata in Massimo Gramellini), capace di toccare così a fondo le corde dell'anima.
 
 
Irina Lucidi, lo ricorderete senz'altro, è la mamma di Alessia e Livia, le due gemelline di Losanna, di soli 6 anni, che dal 30 gennaio 2011 sono scomparse, rapite e forse uccise, per mano di Mathias, il loro papà.
L'uomo, un ingegnere svizzero, dopo 5 giorni di fuga si è suicidato sotto un treno in Puglia, gettando la moglie nello sconforto totale. Le ha lasciato un biglietto, sul quale ha scritto: "Le bambine non hanno sofferto. Non le vedrai mai più". Ha portato con sé le figlie? Le ha uccise? Le ha nascoste affidandole ad altri? Nessuno lo sa, le indagini sono ancora in corso e Mathias il suo segreto se lo è portato nella tomba.
 
 
Traendo spunto da questa tragica vicenda, dopo una lunga chiacchierata con Irina che le si è rivolta in una sorta di sfogo per cercare di lenire con la terapia della parola la sua atroce sofferenza, la De Gregorio ha scritto un romanzo d'amore e di speranza.

Irina non ha dimenticato le sue figlie, anzi.
Tuttavia, oggi si sente in colpa nel pensare di potersi ricostruire una vita quasi felice accanto ad un nuovo uomo che la ama.
Ha comunque capito che chiudersi nel pozzo profondo della disperazione non sarebbe servito a nulla.

 
Ha convogliato il suo dolore trasformandolo in aiuto per altri genitori costretti a confrontarsi con la scomparsa di un figlio, dando vita alla fondazione Missing Children Switzerland (www.missingchildren.ch)

L'amore salda e resta e può restituire nuova luce ad una felicità ormai sbiadita: ecco il succo di questo gradevole e profondo romanzo, che in alcuni punti fa accapponare la pelle, nel quale si trovano incredibili coincidenze, ritorni alle origini, riferimenti ad indagini condotte con troppa superficialità.

Irina, per mano della De Gregorio, scrive alla nonna, al fratello, al giudice ed alla maestra delle sue figlie, ripercorre momenti di vita quotidiana, disegna ritratti di persone familiari, elenca ciò che la rende felice, descrive i suoi sogni ma anche i segnali preoccupanti di una lucida follia del coniuge che non aveva notato prima.

Rivelazione dopo rivelazione, Concita ci fa capire che anche dopo un freddo e lungo inverno, per tutti può arrivare la primavera.

Talvolta la si scorge semplicemente affacciandosi alla finestra.
Altre, lasciandosi trasportare da un nuovo amore senza sensi di colpa.

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