"Come si
fa a stare senza chi si ama più di ogni altro al mondo? Più
doloroso di non aver accanto chi si ama, c'è solo non sapere dov'è,
chi si ama".
Dovrebbero bastare queste due frasi, estrapolate dal testo complessivo, a far comprendere lo strazio di Irina Lucidi, descritto magistralmente da Concita De Gregorio, in "Mi sa che fuori è primavera", edito recentemente da Feltrinelli.
E' la seconda volta che leggo un libro
di questa autrice e penso che ad essi seguiranno, nella mia play-list
libraria, ancora molti altri suoi testi.
Purtroppo non ho la fortuna di conoscerla di persona, ma credo di non aver mai trovato nessuna scrittrice (la versione maschile l'ho invece individuata in Massimo Gramellini), capace di toccare così a fondo le corde dell'anima.
Purtroppo non ho la fortuna di conoscerla di persona, ma credo di non aver mai trovato nessuna scrittrice (la versione maschile l'ho invece individuata in Massimo Gramellini), capace di toccare così a fondo le corde dell'anima.
Irina Lucidi, lo ricorderete
senz'altro, è la mamma di Alessia e Livia, le due gemelline di
Losanna, di soli 6 anni, che dal 30 gennaio 2011 sono scomparse,
rapite e forse uccise, per mano di Mathias, il loro papà.
L'uomo, un ingegnere svizzero, dopo 5
giorni di fuga si è suicidato sotto un treno in Puglia, gettando la
moglie nello sconforto totale. Le ha lasciato un biglietto, sul quale
ha scritto: "Le bambine non hanno sofferto. Non le vedrai mai
più". Ha portato con sé le figlie? Le ha uccise? Le ha
nascoste affidandole ad altri? Nessuno lo sa, le indagini sono ancora
in corso e Mathias il suo segreto se lo è portato nella tomba.
Traendo spunto da questa tragica
vicenda, dopo una lunga chiacchierata con Irina che le si è rivolta
in una sorta di sfogo per cercare di lenire con la terapia della
parola la sua atroce sofferenza, la De Gregorio ha scritto un romanzo
d'amore e di speranza.
Irina non ha dimenticato le sue figlie,
anzi.
Tuttavia, oggi si sente in colpa nel pensare di potersi
ricostruire una vita quasi felice accanto ad un nuovo uomo che la
ama.
Ha comunque capito che chiudersi nel pozzo profondo della
disperazione non sarebbe servito a nulla.
Ha convogliato il suo dolore trasformandolo in aiuto per altri genitori costretti a confrontarsi con la scomparsa di un figlio, dando vita alla fondazione Missing Children Switzerland (www.missingchildren.ch)
Irina, per mano della De Gregorio,
scrive alla nonna, al fratello, al giudice ed alla maestra delle sue
figlie, ripercorre momenti di vita quotidiana, disegna ritratti di
persone familiari, elenca ciò che la rende felice, descrive i suoi
sogni ma anche i segnali preoccupanti di una lucida follia del
coniuge che non aveva notato prima.
Rivelazione dopo rivelazione, Concita ci fa
capire che anche dopo un freddo e lungo inverno, per tutti può
arrivare la primavera.
Talvolta la si scorge semplicemente
affacciandosi alla finestra.
Altre, lasciandosi trasportare da un nuovo amore senza sensi di colpa.
Altre, lasciandosi trasportare da un nuovo amore senza sensi di colpa.

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