pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

lunedì 19 ottobre 2015

CIAO NONNA

I baci non si contano, perché non bastano mai.

C'è solo un momento in cui ti rendi conto del loro valore: quando stai per dare l'ultimo ad una persona cara.

Lì, allora, ti passano davanti agli occhi i tanti istanti  felici che dovrai cercare di conservare tra i ricordi e nel tuo cuore, perché non ti sarà mai più concessa l'opportunità di riviverli.

Oggi, cara nonna Maria, sono qui a rivangare nella memoria. Gli ultimi anni, dato il tuo stato di perenne sonnolenza, non mi hanno offerto molti spunti, ma il passato meno recente ne è pieno.

Il ricordo più nitido che ho risale all'estate 2011, quando per i tuoi 90 anni ti ho dipinto le unghie con lo smalto rosso.

La civetteria femminile si è risvegliata. Osservavi le tue mani compiaciuta. E' bastato così poco per vederti felice, ed ho trascorso il pomeriggio con te in montagna, alla Sacra, a leggerti qualche storia e fare due chiacchiere.

Un pomeriggio d'estate, tra due persone divise da mezzo secolo di vita.
Tu, classe 1921, io nata cinquant'anni dopo.
Tu sorridevi, come hai sempre fatto, anche se non devi aver avuto una vita facile.
Hai vissuto la guerra, le ristrettezze economiche, credo anche la fame. Aspetti che le generazioni moderne studiano sui libri, ma forse non capiscono appieno. Con sacrificio hai allevato quattro figli. E solo tu sai quanto sia stato difficile in alcuni momenti.

Nella tua vita, di abbondante, c'è sempre stato l'affetto: l'amore coniugale che nonno Giovanni, seppur burbero e dal carattere risoluto, non ha mai fatto mancare alla sua "Marieta" ed il bene che la tua cerchia allargata di fratelli, cognate, figli, generi, nipoti e pronipoti non ti ha mai lesinato, abbondantemente ricambiato.

Devo a te il nome che mi porto addosso: la tua grande passione per la lirica fece scegliere in tal senso ai miei genitori. Non l'ho mai amato questo nome, ma te lo perdono. Per sdrammatizzare dico sempre che peggio sarebbe stato se mi avessero battezzata Tosca o Traviata.

Hai visto il mare per la prima volta che eri già adulta, noi siamo stati più fortunati: i pediatri lo consigliano fin da piccoli perché fa bene alla salute e ci siamo arrivati dinnanzi che non sapevamo nemmeno ancora camminare.

Con te al mare ci sono stata in vacanza: ti ricordo, bella florida, sullo sdraio in spiaggia ad Alassio. Sorrido ancora ripensando a quella sera in cui, in hotel, la porta di ingresso era talmente pulita che non la vedesti e ti ci "spalmasti" sopra, facendo ridere me ed Erika a crepapelle nel tragitto fino a Laigueglia.

Vedi nonna, anche se sono qui a piangere, io ricordo tanti bei momenti in tua compagnia: le feste di Natale dell'infanzia, i compleanni, il mio matrimonio, la nascita della mia primogenita, la prima volta che ti ho presentato il mio coniglietto nano nel cestino di vimini e tu, pensando fosse qualcosa da mangiare, continuavi a schiacciare la copertina che lo ricopriva..

Servirebbe un libro, non un post sul blog, per parlare di te e degli attimi importanti, oltre alle risate, che mi hai regalato.
Hai saputo colmare il nostro mezzo secolo di vita di differenza con carezze, baci e mille attenzioni.

Grazie nonna, per tutto questo.
Scusa se qualche volta ti ho ripresa bruscamente, ma lo sai che ho un caratteraccio. Esterno poco i sentimenti, molto di più il malumore.

Spero potrai perdonarmi ed anche se oggi tu mi hai fatto un brutto scherzo, io ho un gran regalo per te: il bacio più grande che ti abbia mai dato, che purtroppo è anche l'ultimo. Buon viaggio...


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