pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

domenica 23 ottobre 2016

LA BESTIA NEL CUORE





Ieri sera, leggendo il quotidiano, dalle pagine dedicate alla cronaca torinese, ho appreso come, nel giardino di una scuola materna di Torino, siano stati recentemente avvistati dei serpenti.
Inevitabile la pronta reazione dei genitori, che hanno chiesto la bonifica dell'area.

Cose che capitano, per carità.
Anzi, fortunati quei bambini che, tra il grigio dei palazzi, possono ancora disporre di un'isola  verde dove svagarsi in spensieratezza.

Ciò che mi ha lasciata di stucco. invece, è stata la reazione della dirigente scolastica: "Sono serpenti innocui, non possono far danni. Anzi, la loro presenza ci permetterà di far conoscere meglio la natura ai bambini. Lo scorso anno abbiamo avviato un progetto con le lumache, quest'anno sarà la volta dei serpenti".

La responsabile non ha sondato preventivamente il gradimento dell'iniziativa tra gli studenti.
Avrebbe potuto chiedere a quella bambina cui, pochi giorni or sono, mentre stava giocando in giardino, è caduto dinnanzi agli occhi un serpente precipitato dall'albero su cui si era arrampicato, lasciandola inorridita.

Per spiegarvi perché io la pensi come i genitori, vi racconterò due aneddoti personali:

Anni fa, quando mio figlio frequentava la materna, le maestre portavano avanti il progetto "bachi da seta" per mostrare ai bimbi le varie fasi della loro trasformazione.
Li conservavano in uno scatolone sopra ad un armadio.
Una mattina, mentre lo accompagnavo in classe, una maestra, credendo di incuriosirlo, mostrò al bimbo la scatola.
Non vi dico le urla, le unghie conficcate nel mio braccio ed il terrore che gli lessi negli occhi osservando quei piccoli bacherozzi muoversi tra le foglie di gelso.
In effetti, anche io non trovai la scena così gradevole, ma un po' ripugnante.
Erano gli ultimi giorni di lezione del secondo anno d'asilo e non ci fu più verso di farlo tornare in classe. Nelle settimane a venire, continuò a dire che lui i bachi non li avrebbe mai più voluti vedere in vita sua.
Temevo che a settembre se ne sarebbe ricordato. Per fortuna, prima della ripresa della frequenza autunnale, dimenticò rapidamente l'accaduto.

I miei genitori mi raccontano invece che, durante le vacanze estive in montagna, mio fratello, di tre anni maggiore, un po' cattivello nei mie confronti, si divertisse con risate sguaiate terrorizzandomi al grido di "attenta Norma, c'è una vipera dietro di te".
Avevo pressappoco l'età dei bimbi della materna e pare non gradissi affatto.
Nemmeno oggi, che di anni ne ho quasi 46, mi piacerebbe vedermi strisciare dinnanzi una biscia, benche' innocua, o vederla passare tra le gambe dei miei figli.

E' facile impressionare un bambino in tenera età.
Se li si vuole avvicinare alla natura ci sono altre specie animali più simpatiche dei serpenti da mostrare loro: agnellini, capretti, pulcini, per citarne alcuni.
Esistono fattorie didattiche appositamente organizzate, oppure bastano filmati e documentari.

Vogliamo avvicinare anche la dirigente scolastica ad un positivo approccio con il genere animale? Nascondiamole un topolino nel cassetto della scrivania, mettiamole uno scorpione nella borsetta, posizionamole un simpatico rospo gracidante sul piano di lavoro.
Non penso possa non gradire un omaggio fattole col cuore.

Per tranquillizzare tutti, la direttrice si è rivolta ad un esperto, che l'ha rassicurata sulla non pericolosità degli esemplari.
Trattasi di semplici bisce, innocue, destinate a breve a cadere in letargo e risvegliarsi in primavera.

Vedi a volte la fortuna! I  bimbi potranno uscire in giardino per tutto l'inverno, approfittando della nanna dei rettili, salvo rinchiudersi in classe con l'arrivo della bella stagione, se non gradiscono il contatto con gli esserini striscianti.

Per non far dimenticare la presenza esterna, comunque, la muta di un esemplare di due metri, rinvenuta nelle scorse settimane in giardino, è stata conservata per mostrarla ai bimbi nell'ambito del progetto di studio. Chissà, se dimostreranno interesse all'argomento magari ne verrà loro omaggiato un pezzo da portare a casa a mamma e papà?

A fianco dell'articolo di cronaca,  sul giornale una colonna riportava il parere di un veterinario che si premurava di rassicurare sulla non pericolosità delle bisce. "Scappano dinnanzi all'uomo e non sono assolutamente velenose. Qualora capitasse di essere morsi, non c'è pericolo, a parte il dolore. Sarà sufficiente recarsi in pronto soccorso, per verificare che nella pelle non si siano conficcati frammenti di dente".

Dopo aver letto questo, sicuramente tutti i genitori saranno più tranquilli.

Per il momento, hanno sollevato un tale polverone che ha spinto un capogruppo consiliare a chiedere al sindaco di affrontare l'argomento nel prossimo consiglio comunale.

L'ultima speranza che resta è confidare nel fatto che il sindaco Appendino, da genitore, abbia più buon cuore (e buon senso) della dirigente scolastica.
Qualora invece anche lei decidesse di far incontrare la realtà animale ai piccoli scolari, speriamo che scelga il lupo cattivo.
Non dovranno essere portati troppo lontano. Basterà socchiudere l'uscio della presidenza

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