pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

sabato 18 marzo 2017

LA FELICITA'? FORSE E' PIU' VICINA DI QUANTO SEMBRI


                                                  



Che mi risulti, di romanzi, Lorenzo Marone, finora ne ha scritti tre.
Qualche sera fa io ho preso in mano il primo, intitolato "La tentazione di essere felici", edito due anni or sono.
Dopo averlo letto, penso che farò altrettanto con i due pubblicati successivamente, perché ho scoperto un giovane autore italiano che non conoscevo, che scrive molto bene e che mi ha catturata con una storia intrigante.

E' Napoli, nel romanzo, ad ospitare la vecchiaia di Cesare Annunziata, un vedovo 77enne un po' burbero, con una grande passione fisica  per le donne che non ha mai represso nemmeno durante il suo lungo matrimonio. Passione  che, nonostante l'età avanzata - e grazie ad una magica pillolina blu - non l'ha ancora abbandonato.

Cesare ha due figli: Sveva, affermato avvocato che dal padre ha ereditato il carattere schivo e Dante, omosessuale non ancora dichiaratosi al genitore.
Rimasto vedovo da 5 anni, Cesare vive da solo nell'alloggio condominiale che ha diviso con la moglie fino alla sua scomparsa.

Come capita a molti anziani, Cesare con il passare degli anni ha indurito la sua scorza, aumentando il suo egoismo a discapito del prossimo.
Ma l'arrivo di una giovane coppia nella palazzina in cui vive lo spingerà a riconsiderare la possibilità di essere ancora utile a qualcuno.
La donna, che si chiama Emma, inizialmente gli sfugge, ma Cesare ha capito come i suoi silenzi e la sua riservatezza con il vicinato siano in realtà frutto di un problema più grave.
Emma, infatti, viene percossa dal compagno.
Cesare non può fingere di non sentire (le pareti condominiali non lasciano spazio all'immaginazione) o di non vedere i segni sul volto della giovane quando la incontra per le scale.

Anche Emma, dopo l'iniziale ritrosia, capirà che di Cesare si può fidare e accetterà il suo aiuto e la sua amicizia.

Completano la storia la signora Eleonora Vitagliano, la "gattara" del palazzo, con i suoi numerosi felini, Rossana, l'ex infermiera che ora esercita il mestiere più antico del mondo per arrotondare e di cui Cesare è assiduo cliente (ed anche il preferito), Marino, amico di Cesare da oltre 40 anni, anch'egli vedovo, che vive al secondo piano dello stabile e Federico, di cui Cesare è nonno. Fa spesso la sua comparsa anche il ricordo di Caterina, la moglie di Cesare.

"La tentazione di essere felici" è uno dei libri più venduti e premiati del 2015, che ha riscosso successo anche all'estero.
Da esso è tratto il film che uscirà nelle sale tra poche settimane, diretto da Gianni Amelio, con un cast degno di nota: Renato Carpentieri, Micaela Ramazzotti, Giovanna Mezzogiorno ed Elio Germano.

Superfluo dirvi che, dopo aver letto il libro, ho intenzione di vedere anche il film.
Mi piace trovare sul grande schermo le corrispondenze o cogliere le imperfezioni rispetto alla pellicola che ho immaginato mentalmente pagina dopo pagina.

Non vi anticipo altro per non rovinarvi la lettura, ma vi dico che Cesare a me è stato simpatico fin da subito, benché in genere  non sopporti i misogini (e lui lo è).
E ho apprezzato, fra i tanti elencati, anche uno dei suoi "mi piace", che recita "mi piace chi combatte ogni giorno per essere felice".
Che poi ci si riesca, è tutto un altro discorso.
Ma credo che, perlomeno provarci, sia già un passo in più in direzione della vittoria rispetto a chi se ne sta fermo ad aspettare che il meglio gli caschi addosso.

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