pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

sabato 6 maggio 2017

LAVAL, BIRRA DI QUALITA' MADE IN VALSUSA.




Non mangio carne, pesce, uova.
Ma la birra, a casa mia, scorre a fiumi. Cado facilmente in tentazione se mi viene proposto un boccale di bionda od ambrata.

Questa mattina, grazie ad una conoscenza (ormai si sa, in Italia, si viaggia solo più per conoscenze..) mi è stata offerta l'opportunità di visitare il birrificio Valsusa, sito nella zona industriale di Avigliana, che produce la birra Laval.
Un prodotto fresco e genuino, 100% naturale, senza conservanti, vegano, che vede la luce partendo da un mix di base di quattro ingredienti: acqua, malto d'orzo, luppolo e lievito.
Dall'impianto aviglianese escono ogni anno 250.000 bottiglie di birra, per un totale di 1.200 hl.

Il primo impatto, appena avuto accesso allo stabilimento,  è stato di pulizia.
Un ambiente asettico, dal grande nitore, accogliente e luminoso anche in una giornata di pioggia.
Si percepisce subito che i soci della cooperativa che ha dato vita a questo progetto abbiano puntato su un elevato standard di sicurezza igienica dei prodotti e di tutela della salute dei consumatori, comprovato anche dalle certificazioni conseguite.

Lo si comprende anche osservando l'ordine che vige negli ambienti di stoccaggio, dove ho scoperto  alcune curiosità.
Una fra tutte, il luppolo.
Se penso al luppolo, mi viene in mente quello selvatico, che mio nonno mi mostrava in natura da bambina.
Lo chiamano asparago selvatico, in piemontese "luvertin", molti lo usano per ottenere gustose frittate.
Ora ce lo avete presente? Bene, dimenticatelo.
Già, perché qui lo vedrete custodito in cella freezer, in confezioni sottovuoto di pellet.
Sì, avete capito bene, pellet.
Perfettamente simile, alla vista, a quello che si usa nelle stufe, ma in realtà composto al 100% da luppolo...

Subito, dopo, ho toccato con mano la competenza e professionalità.
Accompagnata da Dario, uno dei soci, nonché mastro birraio, sono stata guidata nei vari passaggi di produzione.
Ho scoperto che la cottura della miscela di acqua e malto prosegue per 6 ore, che necessita di temperatura ottimale, che solo dopo si aggiungono zuccheri e lievito (che si dà un gran da fare per mangiarseli), che il Plato è la gradazione saccarometrica, ovvero la misura di quantità di zuccheri presenti nel mosto prima delle fermentazione e molte altre nozioni tecniche, spiegate con semplicità anche per i non addetti ai lavori.
Ho conosciuto i tempi della fermentazione, visto l'imbottigliatrice che lavora ad un ritmo di 2.600 bottiglie l'ora (peccato che io l'abbia vista spenta.. confidavo in qualche perdita di liquido a mio favore...).
Insomma mi si è aperto un mondo, che da sempre mi affascinava, ma su cui non avevo mai avuto modo, finora, di addentrarmi appieno.

Da ultimo, non per importanza, è venuto il momento della degustazione.

Non so se a parole riuscirò a descrivervelo, parlerebbero meglio di me le mie papille gustative e l'olfatto.
Che dirvi, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Amate il dolce? Chi vi trattiene dal sorseggiare Uffa, la birra al miele?  
Se invece i dolci li state mangiando, perfetta per accompagnare la degustazione sarà  la M97, una Imperial Stout che vi inebrierà subito le narici sprigionando odori di caffè, cioccolato e liquirizia. E in tema di cioccolato, l'abbinata ideale con il cibo degli Dei è sgranocchiarlo degustando la Speziale.
La Siberian vi delizierà con il suo gusto di marmellata di albicocca, la Edvige vi affascinerà con gli agrumi ed il coriandolo, la Tyto e la Alba vi sedurranno per il loro sentore di cereali (buona notizia per i celiaci, la Alba è gluten free).
Il caramello e la frutta secca emergeranno dall'ambrata Otus, il bouquet floreale si sprigionerà dalla Barny e se siete degli sportivi potrete recuperare i liquidi persi sorseggiando la Energy light, birra con bacche di Gojii e fiocchi d'avena.

Forse, ad Avigliana,  bisognerebbe portare in visita anche tutti quelli che si lamentano del costo dei prodotti artigianali.
Mi ha raccontato Stefano, uno dei soci, di una signora che, un giorno, in visita ad una fiera, si  sia lamentata del prezzo eccessivo di quella che, a suo dire, era solo "un po' di acqua ed orzo".
Forse, la signora in questione era soltanto disinformata.
Magari, con una visita guidata come quella a cui ho preso parte io, avrebbe cambiato idea.

Se non avete questa opportunità, comunque, sappiate che il birrificio Valsusa ha anche un ottimo "spaccio" aziendale, il pub Laval di piazza del Popolo 2 ad Avigliana (tel.  393 80 14 714), dove le birre ve le servono alla temperatura giusta, accompagnate da qualcosa da mettere sotto i denti, sia per i vegetariani, che per i vegani e gli onnivori (chiuso il lunedì).
E se pensate che quello che ho scritto ora sia il classico esempio di marchetta giornalistica, che in gergo vuol dire un articolo scritto in cambio della vendita di uno spazio pubblicitario, siete su una strada sbagliata.

Non vendo pubblicità, ma ci tengo alla mia salute ed amo bere bene.
Con questo post non ho guadagnato nulla, se non una piacevole mattinata in simpatica compagnia e qualche, ancora più gradito, sorso di birra realizzata con passione.





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