pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

lunedì 19 giugno 2017

CRUDO E GREZZO: VOI LO SAPETE QUANTO SIA BUONO?

"Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio". 
Questa frase non è opera mia, bensì di Oscar Wilde, nei cui aforismi spesso mi riconosco.

Così, appena venuta a conoscenza che da Roma fosse approdata ai piedi della Mole la pasticceria raw (cruda per i non addetti ai lavori) di #Grezzo (la trovate in via Amendola 9) e con essa il primo corso di cucina crudista tenuto nella città savoiarda, ho deciso di essere tra i 15 fortunati a prendervi parte e mi sono iscritta. 
Volevo il meglio, ed ora ce l'avevo a portata di mano.

Sono approdata domenica mattina in una piazza Vittorio quasi deserta (quanto mi piace Torino senza gente), per dirigermi al corso ospitato dalla scuola  di cucina il Melograno, che vedeva come docente Patrizia Romeo, già allieva di Vito Cortese che è il fondatore di Nudo e crudo e contitolare di #Grezzo.



Io ed i miei compagni di corso




Se dico Romeo a voi cosa viene in mente? A me, per prima cosa, il giovane Montecchi innamorato di Giulietta Capuleti, avversato dalla società. 
In un certo senso, Patrizia può incarnarne le vesti.



Patrizia Romeo al lavoro
Ci ha fatti innamorare (parlo al plurale perché i commenti dei miei compagni di corso mi sono sembrati allineati ai miei) della sua competenza e solo negli ultimi anni forse ha la società dalla sua, perché fino a poco tempo fa mangiare vegano o crudista era un po' l'equivalente di parlare di alieni.

Chi svolge il proprio lavoro con passione si riconosce immediatamente. Chi ci mette tanta energia ti contagia con facilità.
Se è vero che siamo quel che mangiamo, Patrizia si alimenta sicuramente di superfood: è un concentrato di vitalità esplosiva.
Sorride con gli occhi, accarezza i cibi con le mani (voi non l'avete vista massaggiare i peperoni, io sì. Sembrava coccolasse un cucciolo) e le sue parole, dispensate con competenza ma mai superbia,  sono il miglior condimento per arricchire piatti semplici trasformandoli in cibi gourmet dove protagonista è il sapore.

Ci siamo avventurati nel percorso culinario  partendo innanzitutto dalla preparazione del latte di mandorla, valida alternativa vegetale al latte vaccino, proseguendo poi con portate salate e dolci.



Cheesecake ai frutti di bosco
Spaghetti di zucchine
Sono rimasta stregata dagli spaghetti di zucchine con "panna"(che va virgolettata obbligatoriamente perché  non è panna bensì un sapiente mix con anacardi) e funghi champignon.

Ho deliziato le mie papille con una monoporzione di cheesecake ai frutti di bosco nella quale di formaggio non c'era nemmeno l'ombra.
Vi dico solo che mentre la degustavamo i commensali tacevano. Si sentivano esclusivamente  mugolii di apprezzamento.
Spero vi basti per immaginarne il sapore. La foto non rende altrettanto l'idea.

Tabouleh per sognare con sapori mediterranei
Mi sono rinfrescata con un tabouleh  di verdure e menta con semi di canapa. Avessi chiuso gli occhi avrei potuto sentire le onde del Mediterraneo infrangersi sulla costa (non in virtù della canapa, in quanto non era quella con effetti stupefacenti).

Non mi dilungo oltre per non annoiare i sostenitori del dogma che la cucina "senza" (senza alcuni ingredienti, senza cottura, senza grassi di origine animale e via di questo passo) sia noiosa e ripetitiva.
Spero invece di aver affascinato chi, come me, apprezza le cose buone che fanno anche bene.

Io oggi ho fatto una cosa buona e mi son fatta del bene. L'attestato conseguito è lì a testimoniarlo.
Il mio attestato: molto più di un pezzo di carta


Mi piacerebbe, un bel giorno, lavorare in questo settore. 
Magari ciò  non accadrà mai, ma da oggi io ho un nuovo obiettivo: fare spazio in cucina quanto prima anche ad un essiccatore.

Con la speranza, prima o poi, di riuscire ad "asciugare" anche la mia figura, perché a me, specialmente negli ultimi anni,  madre natura  non ha permesso di dimostrare che, anche io, sono ciò che mangio.

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