pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

martedì 7 novembre 2017

MOLESTATORI E MOLEST..ATTRICI




Lo so, con questo post scatenerò l'ira delle femministe.
Ma, sinceramente, di ciò poco mi importa,  perché amo dire quello che penso anche se non segue esattamente  la corrente di idee della maggioranza.

Da un po' la penna mi prudeva.
Dovevo e volevo scrivere della questione più discussa dei giorni scorsi, che torna prepotentemente alla ribalta a tutte le ore del dì e della notte anche se il mondo, non solo da ieri, avrebbe problemi ben più seri da risolvere.
Parlo delle molestie, certe o presunte, ai danni delle numerose attrici del pianeta e delle altrettanto molteplici donne in cerca di visibilità.

Tutto è partito dal caso Weinstein, il produttore cinematografico statunitense fondatore della Miramax.
Uno che ha una faccia a cui io, se mi suonasse alla porta di casa, negherei perfino un'occhiata dallo spioncino, altro che socchiudere l'uscio.
Evidentemente, però, Harvey (si offenderà se lo chiamo per nome? Mi denuncerà per eccessiva confidenza?) ha fascino e carisma da vendere per chi cerca le luci della ribalta.
Altrimenti non si spiega perché molte donne lo abbiano incontrato addirittura in una stanza d'albergo (avrà mica sfondato la porta per entrarvi?) nel tentativo di conquistare una particina sotto i riflettori di Hollywood.

Non fornisco il lungo elenco delle più o meno note star (o meteore) che lamentano, anche a distanza di 20 anni,  di aver subìto molestie sessuali: una variegata rappresentativa del gentil sesso, tra cui si è distinta, per il numero di insulti ricevuti sul web dopo la sua confessione ma anche per qualche ospitata televisiva ed a mio avviso eccessivo protagonismo mediatico, la nostrana Asia Argento.

Non entro nel merito della diversità di molestie che accomuna le varie denuncianti: chi ha parlato di rapporti completi, chi di costrizioni orali, chi di richieste di massaggio, di docce e via discorrendo.
Di certo, questo argomento, ha dato il la ad una serie di coinvolgimenti a cascata, che hanno interessato anche altri attori e registi stranieri e non, denunciati per episodi simili, eterosessuali o gay.
Sul web, poi, da alcuni giorni impazzano le vignette esilaranti, delle quali in apertura vi ho proposto un breve assaggio.

Pochi minuti fa, per concludere, ho letto un post di Cecilia Strada, figlia del noto Gino Strada di Emergency, che, aderendo alla campagna #metoo con la quale si invitano le donne a condividere con il mondo intero i fatti propri, ha raccontato di quando, a  9 anni, sola in casa (evidentemente una volta Telefono Azzurro latitava), fu molestata telefonicamente da un amico del papà, di una 40ina d'anni più grande di lei.
L'interlocutore, dopo alcune domande innocue volte ad accertare che la bimbetta non fosse con i genitori, le chiese di che colore fossero le mutandine che indossava.
Nel post, Cecilia Strada alterna il flashback di allora con la saggezza di oggi, quasi contrapponendo innocenza e maturità.
Cosa ha risposto a 9 anni, cosa direbbe adesso? Titubanza e vergogna allora, un bel vaffa al giorno d'oggi. Nel frattempo il molestatore è deceduto, ma lei si chiede se sia stata l'unica vittima o no.
Già immagino, ma non leggerò, i commenti che fioccheranno a corredo del post. E per un paio di giorni non si parlerà nuovamente di altro.

Io una cosa sola la voglio dire, anzi due.

1) Smettetela voi uomini di usarci come trofei di caccia per farvi belli nei vostri racconti con gli amici o per premiare la vostra smania di potere e superiorità. Succede da sempre, ma è ora di darci un taglio. E' un atteggiamento vecchio, anzi, da vecchi porci (anche se siete uomini giovani).
2) Smettiamola noi donne di fare le galline starnazzanti, avvicinando troppo il piumaggio al fuoco.
Giacché, se poi vi bruciate, sono affaracci vostri e non dell'intera umanità.

La molestia è una cosa seria, non puoi scegliere se la vuoi ricevere o no.
Non ne posso parlare con cognizione di causa perché, per mia fortuna, non l'ho mai subita a livello fisico. Ma, se così fosse, conoscendomi, non credo avrei aspettato 20 anni per confessarla a qualcuno.

Non l'ho subita, ma l'ho incrociata negli sguardi  rivoltimi da alcuni uomini, nelle battute a doppio senso di chi crede di sentirsi figo facendo il cascamorto.
L'ho chiaramente percepita, molti anni addietro, ad un colloquio di lavoro, quando mi si prospettò un'assunzione (ovviamente mai avvenuta) se solo avessi accettato un secondo incontro indossando un abbigliamento un po' più audace.
Sono ormai gallina non più da starnazzo ma da buon brodo eppure, non più tardi di un paio d'anni fa, parlando di me ad un cliente, venni definita da un mio superiore come "quella con gli occhi grandi", con un gesto inequivocabile che enfatizzava la mia zona posta al di sotto dell'orizzonte visivo, per intenderci a livello sternale.
Perché gli occhi grandi li ho davvero, ma forse non tutti li guardano.
Gli feci educatamente notare, nonostante la sua supremazia gerarchica, che si era appena reso protagonista di una battuta infelice, per nulla simpatica. Che sinceramente, a ricordarla, mi infastidisce ancora ora.

Non per questo mi sento di aderire alla campagna #metoo, perché saremmo troppe.
Credo non esista sulla faccia della terra una donna che non sia mai stata molestata in qualche modo.
Perfino Rosy Bindi, non particolarmente avvenente direi (poveretta, mica è colpa sua), ogni tre per due riceve frecciate a livello sessuale.

Ecco, allora, per concludere, #menontoo, ma per favore neanche voi. Altrimenti, poi, sulla rete e non, le notizie vere finiscono per passare in secondo piano.

Lasciate spazio a chi, purtroppo, lo spazio non lo cerca ma lo ottiene.
Un abbraccio a tutte, ma solo quelle molestate davvero e non alle molest...attrici.


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