pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

giovedì 1 febbraio 2018

LA PRINCIPESSA LADY D IN UNA MOSTRA DA FAVOLA



Lady D, la principessa triste, ha sempre esercitato un indiscusso fascino su di me.
Appresi la notizia della sua morte mentre mi trovavo in vacanza in Sardegna, negli stessi posti che lei pochi giorni prima aveva visitato in compagnia di Dody.

Di lei mi piaceva tutto: grazia, eleganza, fascino, il suo gran cuore che dimostrava con gesti caritatevoli e campagne in tutto il mondo.
Faceva eccezione solo il marito, il principe Carlo, principe in fatto di titolo ma non di comportamento, che ho sempre trovato non all'altezza, non solo esteticamente, di starle al fianco.

Quando, quest'estate, ho appreso che la reggia di Venaria avrebbe ospitato una mostra a lei dedicata, ho promesso che non avrei mancato di visitarla.
Ci sono riuscita a pochi giorni dalla chiusura (che avverrà domenica 11 febbraio) e devo dire ne sia davvero valsa la pena.
Se siete da quelle parti, andateci anche voi, è molto curata.

Le immagini raffigurate, le didascalie presenti, mi hanno confermato la grandezza di questa donna, scomparsa a soli 36 anni, nel periodo forse più felice della sua breve vita.


Sono le foto di Lady Diana dopo il divorzio a far da contrasto con gli scatti che l'hanno immortalata durante il matrimonio: nella fase "coniugale" Diana appare spenta, con sorrisi di circostanza, intrappolata in una figura che non le appartiene, fatta di cerimoniali imposti in pubblico e sicuramente pianti solitari nell'intimità delle sue stanze.
Dopo il divorzio, l'obiettivo di  Mario Testino offre l'immagine di Diana che risplende: è radiosa, rispecchia la felicità, il sorriso è aperto e sincero..
La luce che le scorgi negli occhi la ritrovi soltanto, nel periodo del suo matrimonio, quando è immortalata insieme ai suoi figli, William e Harry, non a caso denominati "the real treasure", la vera ricchezza, con cui fu sempre molto affettuosa.
Lady D dopo il divorzio
Lo dimostra anche il fatto che a dieci anni di distanza dalla sua morte, nel 2007, proprio i figli abbiano voluto ricordarla con il "Concert for Diana" tenutosi al Wembley Stadium di Londra, che vide esibirsi star del mondo musicale e canoro.
Lady D durante il matrimonio

Diana era una moglie tradita, sposata ad un uomo che ha sempre amato un'altra donna, l'orribile Camilla che dimostra quanto in alcuni casi la bellezza sia secondaria nella scelta di un partner (io comunque mi chiedo quali qualità possieda quella donna, che non è nemmeno simpatica e non so quanto sia intelligente).
Le nozze, per quanto trionfali, con il lungo strascico di 8 metri dell'abito da sposa che tutti ricorderemo, furono soltanto "di apparenza". "Eravamo in tre in questo matrimonio, un po' troppo affollato", rivelò Lady D in un'intervista che suscitò scalpore.


Diana era una donna rock e pop: numerose immagini la ritraggono a fianco di artisti famosi (David Bowie, U2, Pavarotti, Duran Duran per citarne alcuni).




A lei, alla sua morte, Elton John dedicò la canzone "Candle in the wind", scritta in origine per Marilyn Monroe ma riadattata all'uopo.  
Memorabile anche  il suo ballo con John Travolta nel 1988 in occasione di una festa alla casa Bianca, quando si esibì volteggiando dinnanzi al presidente Reagan, lasciando tutti a bocca aperta.



"Mi piacerebbe essere regina nei cuori delle persone, ma non mi vedo come regina di questa nazione" confessò una volta. Io credo ci sia riuscita, anche a giudicare dalle migliaia di persone che le resero omaggio alla notizia della sua scomparsa.

Diana era una principessa triste, ma aveva una sua idea di felicità.
Disse infatti: "Nulla mi rende più felice di cercare di aiutare le persone più vulnerabili della società. E' un obiettivo ed una parte essenziale della mia vita, una sorta di destino. Chiunque sia in difficoltà può contare su di me. Li raggiungerò correndo ovunque essi siano".

Un sogno spezzato proprio mentre lei  correva, in auto in  quel tunnel dell'Alma a Parigi, a fianco di qualcuno che probabilmente per lei contava.
Dove la attendeva la morte, sigillo buio di un'esistenza vissuta in maniera diversa da quella delle principesse delle fiabe.


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