pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

domenica 18 marzo 2018

DJ FABO E VALERIA, LA BELLA STORIA D'AMORE





"Avevo una vita bellissima, la più bella del mondo, la più bella che potessi desiderare. Fino all'incidente. Ora ho dolori insopportabili e sono immobile e siccome io la vita la misuro in qualità e non in quantità, ho deciso che così non voglio più viverla".

Sono le parole usate da Dj Fabo, ovvero Fabiano Antoniani, rimasto paralizzato e cieco dopo un incidente stradale accaduto il 13 giugno 2014, per spiegare la sua situazione all'onorevole Marco Cappato che, dopo averlo conosciuto gli starà molto accanto.

Talmente tanto da essere tra i familiari ed amici che lo accompagneranno, senza giudicarlo, nel suo ultimo viaggio in Svizzera per la morte assistita.

Marco Cappato da questa storia otterrà in cambio un processo per istigazione ed aiuto al suicidio, ma non è di questo che voglio parlarvi.


La vicenda di Dj Fabo, scomparso a febbraio di un anno fa, poco dopo aver festeggiato il suo 40esimo compleanno, è ormai di dominio pubblico ed ha attirato l'attenzione dei media più volte, influenzando anche l'iter dell'approvazione della legge sul bio-testamento.

Quello che è meno noto, invece, è l'aspetto umano di tutta la storia.


Le sensazioni che Fabiano provava immobile nel suo letto ma soprattutto i ricordi della sua vita, sono ripercorse nel libro " Prometto di perderti. Io, Dj Fabo e la vita più bella del mondo", edito a febbraio di quest'anno da Baldini-Castoldi, che la compagna di Dj Fabo, Valeria Imbrogno, psicologa, ha scritto con il supporto della giornalista Simona Voglino, che tra l'altro è la moglie di Marco Cappato.


Valeria è anche pugile professionista, campionessa del mondo pro di kick-boxing e due volte campionessa italiana di pugilato.

Ma io credo che la forza maggiore, più che sul ring, l'abbia dimostrata con queste pagine, un vero e proprio dono d'amore all'uomo con cui ha condiviso 25 anni di storia affettiva.

Non erano sposati, Valeria e Fabiano, ma, pur senza il sacro vincolo del matrimonio ad unirli, dai tempi del liceo hanno condiviso gioie e dolori.

Dolori che non sono stati solo conseguenza dell'incidente, ma anche della vita frenetica che Dj Fabo conduceva.

Lei rientrava a casa dal lavoro quando lui stava per uscirne, lui passava le notti alla consolle.

Insieme hanno vissuto in India per 5 anni, insieme hanno gioito, sofferto.

Sempre insieme hanno affrontato l'ultimo viaggio di Fabiano, tappa conclusiva di un percorso di sperimentazioni che ha contemplato anche le infusioni di cellule staminali.


Lei lo ha sempre amato.

Con caparbietà ha cercato di tenerlo al suo fianco anche quando lui le sfuggiva, quando obnubilato dalla sua vita alternativa la maltrattava.

Lo ha fatto mentre Fabio era in salute, cercando di trascinarlo lontano dalle droghe sintetiche che assumeva per reggere ritmi pazzeschi, lo ha fatto dopo l'incidente, quando era imprigionato in una gabbia mortale dove il corpo non rispondeva più agli stimoli ma la mente funzionava benissimo e lui si logorava con pensieri negativi.

La vita di Fabiano era sempre stata molto attiva: aveva un passato da assicuratore, da geometra, da broker, da motocrossista, da membro di team di motard, surfava, ma solo nella musica si sentiva a suo perfetto agio.

Dalle pagine di questo libro si percepisce anche la sua irrequietezza.

Fabiano era continuamente alla ricerca della strada giusta.

Ma ad ogni incrocio, ad ogni ostacolo, ad ogni bivio, c'era al suo fianco, paziente ma altrettanto cocciuta, Valeria.

Valeria era al suo fianco anche nella clinica svizzera mentre Fabiano assumeva il farmaco che lo avrebbe accompagnato alla dolce morte. Da una parte del letto c'era lei, dall'altra la mamma di Dj Fabo.

Entrambe gli stringevano la mano.

Fabiano è stato molto fortunato ad incontrare una donna così.

In questi giorni le polemiche divampano per la conduttrice, Elisa Isoardi, che ha pronunciato una frase di dubbio gusto spiegando come, essendo partner di un politico sotto le luci della ribalta (ndr Matteo Salvini), abbia deciso di fare un passo indietro e restare nell'ombra per non interferire con la visibilità del suo uomo.

Che fosse una frase studiata ad artificio o spontanea, poco importa.

Io sono dell'idea che, se un uomo ed una donna si amano, non camminano uno avanti all'altro. Camminano a fianco, sorreggendosi a vicenda qualora inciampassero.

E se uno dei due viene a mancare, leggere che quello che prosegue la strada da solo lo fa ricordando tutti i passi compiuti insieme, anche quelli più impegnativi, a mio avviso è la più grande manifestazione d'amore che la metà della mela possa fornire per ricordarlo con tutto il bene che merita.

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