Fatta questa doverosa precisazione, perché non vorrei che mal interpretaste il mio pensiero, confesso di aver appreso con disgusto della recente apertura, a Torino, di LumiDolls, casa di piacere con bambole in silicone dove viene garantito l'intrattenimento ludico sessuale dietro corrispettivo economico.
Il tariffario varia da un minimo di 80 euro per mezz'ora in su, pulizia finale dei "giochi" compresa (e pare pulizia molto approfondita, visto che le interviste rilasciate ai giornali parlano di due ore di tempo impiegate dall'addetto, ex barista in birreria che si dice molto più soddisfatto dal nuovo impiego che dal precedente... mah...).
Uomini e donne, ma volendo anche coppie incuriosite, possono concedersi performances amorose con bambole di gomma.
Al momento, stando alle informazioni circolate in questi giorni sui media, l'offerta prevede un campionario di 7 tipologie differenti.
Quello che viene chiamato il sesso debole è minoranza anche qui, perché per le donne (ma nulla vieta anche per i maschi amanti del genere) è previsto un solo uomo, un bambolo maschio battezzato Alessandro.
Chi preferisce le donne può invece spaziare tra sei proposte differenti per etnia, colore della pelle, degli occhi, dei capelli, forme più o meno procaci, peso ed altezza.
A scandalizzarmi, in realtà, non è la ridotta scelta per il gentil sesso, bensì il fatto che per sfogare le proprie pulsioni ci sia qualcuno (pare più d'uno/a, dato che le prenotazioni sono sold out fino a novembre) che non trovi meglio da fare che investire il proprio denaro per disporre di un surrogato del genere umano.
La tecnologia moderna ci sta rendendo sempre più aridi di sentimenti ed interazioni con i nostri simili ed ora aggiungiamo questo ennesimo schiaffo alla possibilità di instaurare un rapporto che non sia semplicemente un puro sfogo meccanico alla ricerca di piacere.
Di questo passo non mancherà molto a vedere le nostre spiagge invase da persone che decidono di appartarsi con i gonfiabili parcheggiati sui lidi? Stupirsi non è mai esagerato, al giorno d'oggi.
Io non giudico le predisposizioni sessuali del singolo: ciascuno può divertirsi come meglio crede, ma arrivare addirittura a promuovere una casa di appuntamenti con bambole mi sembra una scelta deprecabile.
In verità, non ho nulla contro gli ideatori del progetto, che evidentemente sono consapevoli e lungimiranti avendo fiutato il business derivante dall'avvio dell'attività.
Certo, preferisco questa soluzione al dilagare di stupri, violenze e pedofilia, ma non credo possa servire ad arginare il problema.
Chi è malato non paga mezz'ora da LumiDolls per curarsi.
Insomma, lo avrete capito: io resto legata al metodo tradizionale.
Le bambole per me sono quelle con cui giocano le bambine nell'infanzia, talvolta anche i maschietti.
Quelle che si pettinano, si fanno giocare tra di loro, su cui si riversa la speranza dell'incontro di un principe azzurro.
Prima Cicciobello, poi magari la Barbie.
Ma dopo, crescendo, si lasciano da parte: si passa ai trucchi, ai filarini, al diario segreto, alle cotte dell'adolescenza.
Parlo da donna, so che i ragazzi hanno un ordine differente nella scelta delle priorità, ma alla fine si arriva al dunque.
Diffido della società che ogni giorno ci propone bambole differenti: le donne ormai si riempiono di botox e silicone, tutte gonfie, sfigurate ed indistinguibili tra di loro.
Starnazzano, ostentano fisici da pin up ricostruiti su corpi minati dall'osteoporosi.
Le vere donne invecchiano, sfioriscono con dignità ed intelligenza, ma non catturano più lo sguardo altrui, se non per compatimento.
Che si scelgano le bambole perché, almeno, loro stanno zitte?
Non lo so, ma questo declino umano mi preoccupa e non poco.
Vi prego, maschi ancora definibili tali: lasciate stare le bambole.
Il piacere carnale è un altro.
Fa specie che ve lo dica una vegetariana come me, ma è così.
Suvvia, datevi una svegliata.
Faticherete un po' di più, ma sono sicura che una bambola in carne ed ossa, impegnandovi, possiate riuscire a trovarla anche senza aprire il portafoglio.
Ricordatevi, però, di non depilarvi le sopracciglia. Altrimenti, siamo daccapo.
Il tariffario varia da un minimo di 80 euro per mezz'ora in su, pulizia finale dei "giochi" compresa (e pare pulizia molto approfondita, visto che le interviste rilasciate ai giornali parlano di due ore di tempo impiegate dall'addetto, ex barista in birreria che si dice molto più soddisfatto dal nuovo impiego che dal precedente... mah...).
Uomini e donne, ma volendo anche coppie incuriosite, possono concedersi performances amorose con bambole di gomma.
Al momento, stando alle informazioni circolate in questi giorni sui media, l'offerta prevede un campionario di 7 tipologie differenti.
Quello che viene chiamato il sesso debole è minoranza anche qui, perché per le donne (ma nulla vieta anche per i maschi amanti del genere) è previsto un solo uomo, un bambolo maschio battezzato Alessandro.
Chi preferisce le donne può invece spaziare tra sei proposte differenti per etnia, colore della pelle, degli occhi, dei capelli, forme più o meno procaci, peso ed altezza.
A scandalizzarmi, in realtà, non è la ridotta scelta per il gentil sesso, bensì il fatto che per sfogare le proprie pulsioni ci sia qualcuno (pare più d'uno/a, dato che le prenotazioni sono sold out fino a novembre) che non trovi meglio da fare che investire il proprio denaro per disporre di un surrogato del genere umano.
La tecnologia moderna ci sta rendendo sempre più aridi di sentimenti ed interazioni con i nostri simili ed ora aggiungiamo questo ennesimo schiaffo alla possibilità di instaurare un rapporto che non sia semplicemente un puro sfogo meccanico alla ricerca di piacere.
Di questo passo non mancherà molto a vedere le nostre spiagge invase da persone che decidono di appartarsi con i gonfiabili parcheggiati sui lidi? Stupirsi non è mai esagerato, al giorno d'oggi.
Io non giudico le predisposizioni sessuali del singolo: ciascuno può divertirsi come meglio crede, ma arrivare addirittura a promuovere una casa di appuntamenti con bambole mi sembra una scelta deprecabile.
In verità, non ho nulla contro gli ideatori del progetto, che evidentemente sono consapevoli e lungimiranti avendo fiutato il business derivante dall'avvio dell'attività.
Certo, preferisco questa soluzione al dilagare di stupri, violenze e pedofilia, ma non credo possa servire ad arginare il problema.
Chi è malato non paga mezz'ora da LumiDolls per curarsi.
Insomma, lo avrete capito: io resto legata al metodo tradizionale.
Le bambole per me sono quelle con cui giocano le bambine nell'infanzia, talvolta anche i maschietti.
Quelle che si pettinano, si fanno giocare tra di loro, su cui si riversa la speranza dell'incontro di un principe azzurro.
Prima Cicciobello, poi magari la Barbie.
Ma dopo, crescendo, si lasciano da parte: si passa ai trucchi, ai filarini, al diario segreto, alle cotte dell'adolescenza.
Parlo da donna, so che i ragazzi hanno un ordine differente nella scelta delle priorità, ma alla fine si arriva al dunque.
Diffido della società che ogni giorno ci propone bambole differenti: le donne ormai si riempiono di botox e silicone, tutte gonfie, sfigurate ed indistinguibili tra di loro.
Starnazzano, ostentano fisici da pin up ricostruiti su corpi minati dall'osteoporosi.
Le vere donne invecchiano, sfioriscono con dignità ed intelligenza, ma non catturano più lo sguardo altrui, se non per compatimento.
Che si scelgano le bambole perché, almeno, loro stanno zitte?
Non lo so, ma questo declino umano mi preoccupa e non poco.
Vi prego, maschi ancora definibili tali: lasciate stare le bambole.
Il piacere carnale è un altro.
Fa specie che ve lo dica una vegetariana come me, ma è così.
Suvvia, datevi una svegliata.
Faticherete un po' di più, ma sono sicura che una bambola in carne ed ossa, impegnandovi, possiate riuscire a trovarla anche senza aprire il portafoglio.
Ricordatevi, però, di non depilarvi le sopracciglia. Altrimenti, siamo daccapo.

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