pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

giovedì 14 marzo 2019

ARRIVA LA PRIMAVERA.... E SI PORTA APPRESSO IL MIO LIBRO


Ogni libro che leggo suscita in me un'emozione forte.

Ma, questa volta, il sentimento che provo è differente ed ancora più intenso.
Perché questa volta il libro non l'ho letto, bensì scritto.
Uscirà nelle librerie ed in edicola il 21 marzo, primo giorno di primavera, edito da Graffio di Borgone.

Ho tra le mani la mia creatura, frutto di tanti mesi di piacevoli chiacchierate con il mio amico Luca.
La copertina l'ha disegnata per noi Paolo Conte. Sì, proprio lui, il famoso chansonnier la cui fama varca i confini nazionali.
La prefazione l'ha curata Tiziana Nasi, presidente Fisip, che con la disabilità ha un confronto quotidiano.

E' la storia di Luca, un amico che ha avuto la sfortuna, un lunedì mattina novembrino di oltre tre anni fa, di trovarsi nel posto e nel momento sbagliato.

Pochi secondi gli hanno cambiato la vita. A quel drammatico incidente stradale Luca è sopravvissuto, ma con una diagnosi tremenda: tetraplegia.

Il che significa che non può muovere nessuna parte del suo corpo dalla testa in giù.

Luca al momento dell'incidente era nel pieno della sua vita, non solo professionale.

Aveva 46 anni, una buona posizione lavorativa, due figli preadolescenti: insomma, grandi aspettative per il futuro che lo attendeva.

L'incidente è stato una disgrazia, ma a me è servito a scoprire il lato umano di  Luca.

Perché talvolta, nel peggio, riusciamo a dare il meglio di noi.

Dopo qualche visita in ospedale è nata l'idea di scrivere un libro.

Per raccontare il passato di Luca, descrivere il suo presente, ma anche per lasciare aperto uno spiraglio per il futuro.

Il libro si intitola "Arriverà la notte", che sta a significare il buio che prima o poi concluderà la vita terrena di ciascuno di noi, ma anche la notte che talvolta può servire, come si dice, "a portare consiglio" in attesa del domani.

Luca, in questi anni, ha avuto molti momenti di "notte", cioè di sconforto, di pessimismo.

Ed è facilmente comprensibile, data la sua situazione, soprattutto per chi lo conosce e sa quanto  prima fosse sempre stato attivo in tutti i settori.

Ciononostante, non si è mai arreso. Anzi, ha stretto forte i denti e ha messo tutta la sua grinta per superare ogni difficoltà.

Il libro offre anche delle parentesi simpatiche. Perché io e Luca, nei nostri lunghi colloqui, ci siamo anche parecchio divertiti ed abbiamo riso di gusto.

Così come talvolta ci siamo lasciati prendere dalla commozione o dalla tristezza, affrontando passaggi un po' critici.

Il nostro libro vuole essere una testimonianza.

Da parte sua, per chi avesse la sfortuna di vivere la stessa situazione, della possibilità di continuare comunque a condurre un'esistenza quasi felice, cercando un appiglio di positività per non cadere preda dello sconforto.
Luca questo appiglio lo ha trovato nei suoi figli.

Da parte mia, la testimonianza di quanto sia importante vivere ogni attimo con consapevolezza. Consapevolezza del bello, della gioia di esistere, della felicità di poter dire e fare qualcosa senza impedimenti.

Perché è necessario vivere il presente, ora, senza piangersi addosso.
Godendo di tutto ciò che di positivo abbiamo intorno a noi. Perché, senza alcun preavviso,  potrebbe improvvisamente venirci a mancare.






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