pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

domenica 23 giugno 2019

A VENEZIA NON SI LEGGE



Chi legge abbraccia il mondo.
Un messaggio scritto sulla vetrina di una libreria di Venezia, che ho notato oggi passeggiando tra le calle per far passare il tempo in attesa del treno Frecciarossa che mi avrebbe riportata dalla Laguna a casa mia, in valle di Susa.
Condivido appieno questo pensiero.
Infatti, dopo una settimana di crociera Msc che mi ha fatto abbracciare Bari, le isole greche ed una cittadina del Montenegro, riempiendomi occhi, cuore e stomaco di emozioni, già pregustavo le oltre tre ore di viaggio di ritorno sfogliando quotidiani (quanto mi sono mancati in terra straniera!) e periodici di cui volevo fare incetta in stazione prima di salire a bordo.
A Torino Porta Nuova, per il viaggio di andata, ho potuto farlo.
Colazione e giornale, da sfogliare insieme ai numerosi inserti e letture accumulate che mi sono portata appresso per smaltire gli arretrati.
A Venezia no. Ho cercato in lungo ed in largo un'edicola alla stazione di Santa Lucia. Inesistente.
Addirittura impensabile ripiegare su un libro, perche' alla stazione veneta, oltre all'edicola, manca anche la libreria.
Stiamo parlando di Venezia, mica del terzo mondo.
Alla stazione lagunare potrete mangiare, andare in bagno, vestirvi da capo a piedi nei numerosi negozi, acquistare tabacco e dolci, ma, se siete intenzionati ad abbracciare il mondo, andate altrove.
Gia', perche' al limite, sul treno che vi riporterà a casa, vi sarà consentito abbracciare soltanto la vostra valigia.
I vani portabagagli sopra al vostro capo non sono infatti studiati per un ingombro che vada oltre lo standard di un trolley medio con ruote. Men che meno quelli portabagagli tra  un vano sedile e l'altro.
Vi toccherà tenervi la valigia al fianco, nel corridoio, spostandola avanti e indietro alle varie fermate, per consentire salita, passaggio e discesa dei vari viaggiatori. Per fortuna le fermate saranno solo otto.
Dedicatevi alla valigia. Il mondo, leggendo, lo abbraccerete un'altra volta. Partendo ovunque, ma non dalla citta' dei Dogi.
Che combatte - a mio avviso giustamente - contro il passaggio delle grandi navi nel canale della Giudecca, ma dovrebbe anche attivarsi per contrastare l'ignoranza, mettendo a disposizione l'informazione non solo in rete.
Lasciando dunque possibilita' di scelta a chi vorrebbe far passare sul tavolino del proprio sedile,  se non la cultura libraria, almeno un po' di cronaca giornalistica nazionale.

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