Ieri era il compleanno di mio marito.
E, per commemorare il lieto evento, la sua compagnia assicurativa ha pensato bene, alle 5.15 del mattino, di inviargli un messaggio di auguri.
Messaggio che ha destato, oltre che il mio cervello, anche tutto il potenziale di insulti che l’improvvisa interruzione del sonno potesse scatenare.
Messaggio che ha destato, oltre che il mio cervello, anche tutto il potenziale di insulti che l’improvvisa interruzione del sonno potesse scatenare.
Ho l’ansia da telefono.
Non amo parlare tramite cornetta, preferisco un confronto verbale faccia a faccia.
Il telefono lo uso in sostituzione degli incontri solo quando non ho alternative.
Altrimenti, preferisco 5 minuti “vis a vis” anziché mezz’ora via cavo.
Piuttosto della suoneria del telefono, come sveglia, mi andrebbe bene il can can ballato ai piedi del mio letto.
Sapendo che mio marito tiene acceso il suo cellulare per qualsiasi emergenza notturna, ho la fortuna di poter spegnere il mio.
Però mi chiedo quale mente malata possa partorire la programmazione di un messaggio di auguri a quell’ora del mattino.
Non credo sia una questione di primato, tipo “se sono il primo a fargli gli auguri, la prossima volta che dovrà stipulare una polizza verrà di sicuro da me”.
Anzi, al contrario. Per quanto mi riguarda, dipendesse da me, la prossima volta farei in modo di venire depennata a vita dal database dei tuoi clienti, vista la preferenza mattutina che mi riservi.
E allora? Perché alle 5.15 del mattino? Per la semplice voglia di farmi cimentare in una giaculatoria di insulti?
Più semplicemente credo che, come sempre, tutto dipenda dal buon senso e dall’educazione.
Due elementi che mancano al vicino che ogni giovedì di ogni settimana, a mezzanotte e qualche minuto, deve prodursi nel lavaggio e successiva centrifuga dei suoi capi.
Io credo abbia un contratto energetico che gli assegna dei bonus se lo fa con costanza, altrimenti non mi spiego tanta assiduità. Cosa lavi non lo so, ma presumo scarpe, data la rumorosità che percepisco al piano superiore.
Di buon senso ed educazione sono prive anche tutte le clienti che, come mi racconta la mia estetista (donna che abitualmente alle 21.30 di ogni giorno è già a letto perché si alza presto la mattina) a mezzanotte si sentono autorizzate a mandarle un messaggio per chiederle un appuntamento per una ceretta od un massaggio nei giorni successivi. Che tale abitudine serva a scongiurare la crescita dei peli o ridurre la cellulite? Mah, mistero.
Buon senso ed educazione ormai sono merce rara.
E allora, sapete che faccio io? Nel dubbio spengo il telefono.
Chi ha qualcosa di urgente da dirmi lo faccia di giorno. Perché io, di notte, quando riesco, dormo.

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