pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

domenica 7 giugno 2020

BACI DA POLIGNANO. MA CHE BELLA CARTOLINA!!!!


Ho conosciuto Luca Bianchini nel 2013. O meglio, in quell'anno, ho conosciuto il suo talento letterario. Risale a quel tempo, infatti, la pubblicazione di "Io che amo solo te", seguita poco dopo da "La cena di Natale", praticamente il prosieguo della storia tra don Mimì e Ninella, i Romeo e Giulietta pugliesi. 
I due, ostacolati dalle rispettive famiglie, in gioventù non hanno mai potuto coronare il loro sogno d'amore e ancora oggi, alle soglie della terza età, smaniano di desiderio reciproco.
Nel frattempo, un destino beffardo ha fatto sposare i loro figli: Chiara, figlia di Ninella, condotta all'altare di fronte a Damiano, figlio di don Mimì.
Come tutte le famiglie meridionali particolarmente numerose, all'unione hanno fatto da contorno scenico un incredibile numero di personaggi e familiari, alcuni dei quali piuttosto stravaganti.
Non voglio rovinarvi la sorpresa anticipandovi i contenuti dei libri, che vi consiglio di leggere nella giusta sequenza, fino ad arrivare all'ultimo, edito a fine maggio, che si intitola "Baci da Polignano". Un titolo da cartolina, di 240 pagine, che mi sono gustata in meno di 48 ore.
La cittadina pugliese, Polignano appunto,  fa da scenario a tutti e tre i romanzi, così come ai due film magistralmente diretti dal regista Marco Ponti, che ha affidato i ruoli di Chiara e Damiano a Laura Chiatti e Riccardo Scamarcio.
Stupendi i libri, meravigliosi i film. Sono stata a Polignano anni fa e l'ho ritrovata tra le pagine dei libri e nelle pellicole esattamente come l'avevo vista dal vivo. Ne ho riconosciuto gli scorci, gli odori, le usanze dei suoi abitanti e il meraviglioso mare.
Luca Bianchini non mi ha delusa nemmeno questa volta: altro che crisi del settimo anno!
La sua scrittura scorrevole si fa strada pagina dopo pagina accompagnandosi a parentesi simpatiche, che ci trasportano tra i vicoli di Polignano, di fronte alla statua che omaggia Domenico Modugno, al mare turchese, alle mura bianche, a quelli "scià", a quegli "e capeit?" usati quasi come intercalare, a quella comunità dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti, dietro alle persiane chiuse per ripararsi dal caldo.
Luca Bianchini è piemontese come me. E' nato a Torino 11 mesi prima che venissi alla luce io.
Dopo averlo apprezzato come scrittore, nell'estate del 2017 l'ho conosciuto di persona al Feudo di San Giorio, dove ha presentato una sua opera letteraria e dove, ovviamente, gli ho strappato una foto ed una dedica personalizzata (che vedete qui sotto).

Questo è il sesto dei suoi lIbri che leggo: li ho amati tutti e credo che presto andrò a leggere anche i 5 ante 2013 che ancora mi mancano in libreria.
Nei ringraziamenti di "Baci da Polignano" lui scrive che da quando ha pubblicato "Io che amo solo te" la sua vita sia diventata più bella e che da allora la Puglia gli sia entrata nel cuore senza mai più andarsene.
Devo ammettere che è stato così anche per me, sebbene io lo abbia anticipato.
A me la Puglia era entrata nel cuore fin dalla mia prima visita in provincia di Brindisi nel 1999, durante la quale avevo fatto due tappe a Polignano. Ora, con questa lettura, la presenza pugliese nel mio petto si è ulteriormente radicata. Non so se in virtù del sangue dei miei avi (la mia bisnonna materna era di Bisceglie), delle letture dei libri di Luca o della visione dei film di Ponti.
Ma so che in Puglia voglio tornarci presto. Chissà, magari per assistere al matrimonio tra don Mimì e Ninella.
Come dite? Sono frutto di fantasia e non esistono? Strano, ormai li conosco così bene da essermi convinta che siano personaggi reali.
E comunque, che esistano o meno, consiglio anche a voi di fare un salto in libreria per incontrare tutto il clan degli Scagliusi e il loro ricco entourage.
Quest'anno, dopo la pandemia, molti non riusciranno ad andare al mare dal vivo. Ma per viaggiare con la fantasia e visitare la Puglia potrebbe bastare anche solo uno dei tre libri dell'avvincente saga familiare. Io ve lo garantisco, c'è da divertirsi per tutti!!!

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