Ho conosciuto Luca Bianchini
nel 2013. O meglio, in quell'anno, ho conosciuto il suo talento
letterario. Risale a quel tempo, infatti, la pubblicazione di "Io
che amo solo te", seguita poco dopo da "La cena di Natale",
praticamente il prosieguo della storia tra don Mimì e Ninella, i
Romeo e Giulietta pugliesi.
I due, ostacolati dalle rispettive
famiglie, in gioventù non hanno mai potuto coronare il loro sogno
d'amore e ancora oggi, alle soglie della terza età, smaniano di
desiderio reciproco.
Nel frattempo, un destino
beffardo ha fatto sposare i loro figli: Chiara, figlia di Ninella,
condotta all'altare di fronte a Damiano, figlio di don Mimì.
Come tutte le famiglie
meridionali particolarmente numerose, all'unione hanno fatto da
contorno scenico un incredibile numero di personaggi e familiari,
alcuni dei quali piuttosto stravaganti.
Non voglio rovinarvi la
sorpresa anticipandovi i contenuti dei libri, che vi consiglio
di leggere nella giusta sequenza, fino ad arrivare all'ultimo, edito
a fine maggio, che si intitola "Baci da Polignano". Un
titolo da cartolina, di 240 pagine, che mi sono gustata in meno di 48
ore.
La cittadina pugliese,
Polignano appunto, fa da scenario a tutti e tre i romanzi, così
come ai due film magistralmente diretti dal regista Marco Ponti, che
ha affidato i ruoli di Chiara e Damiano a Laura Chiatti e Riccardo
Scamarcio.
Stupendi i libri,
meravigliosi i film. Sono stata a Polignano anni fa e l'ho ritrovata
tra le pagine dei libri e nelle pellicole esattamente come l'avevo
vista dal vivo. Ne ho riconosciuto gli scorci, gli odori, le usanze
dei suoi abitanti e il meraviglioso mare.
Luca Bianchini non mi ha
delusa nemmeno questa volta: altro che crisi del settimo anno!
La sua scrittura scorrevole
si fa strada pagina dopo pagina accompagnandosi a parentesi
simpatiche, che ci trasportano tra i vicoli di Polignano, di fronte
alla statua che omaggia Domenico Modugno, al mare turchese, alle mura
bianche, a quelli "scià", a quegli "e capeit?"
usati quasi come intercalare, a quella comunità dove tutti si
conoscono e sanno tutto di tutti, dietro alle persiane chiuse per
ripararsi dal caldo.
Luca Bianchini è piemontese
come me. E' nato a Torino 11 mesi prima che venissi alla luce io.
Dopo averlo apprezzato come
scrittore, nell'estate del 2017 l'ho conosciuto di persona al Feudo
di San Giorio, dove ha presentato una sua opera letteraria e dove,
ovviamente, gli ho strappato una foto ed una dedica personalizzata (che vedete qui sotto).
Questo è il sesto dei suoi
lIbri che leggo: li ho amati tutti e credo che presto andrò a leggere
anche i 5 ante 2013 che ancora mi mancano in libreria.
Nei ringraziamenti di "Baci
da Polignano" lui scrive che da quando ha pubblicato "Io
che amo solo te" la sua vita sia diventata più bella e che da
allora la Puglia gli sia entrata nel cuore senza mai più andarsene.
Devo ammettere che è stato
così anche per me, sebbene io lo abbia anticipato.
A me la Puglia era entrata
nel cuore fin dalla mia prima visita in provincia di Brindisi nel
1999, durante la quale avevo fatto due tappe a Polignano. Ora, con
questa lettura, la presenza pugliese nel mio petto si è
ulteriormente radicata. Non so se in virtù del sangue dei miei avi
(la mia bisnonna materna era di Bisceglie), delle letture dei libri
di Luca o della visione dei film di Ponti.
Ma so che in Puglia voglio
tornarci presto. Chissà, magari per assistere al matrimonio tra don
Mimì e Ninella.
Come dite? Sono frutto di fantasia e non esistono?
Strano, ormai li conosco così bene da essermi convinta che siano
personaggi reali.
E comunque, che esistano o
meno, consiglio anche a voi di fare un salto in libreria per incontrare tutto il clan degli Scagliusi e il loro ricco entourage.
Quest'anno, dopo la
pandemia, molti non riusciranno ad andare al mare dal vivo. Ma per
viaggiare con la fantasia e visitare la Puglia potrebbe bastare anche solo uno dei tre libri dell'avvincente saga familiare. Io ve lo
garantisco, c'è da divertirsi per tutti!!!


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