pentola a pressione
Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".
lunedì 31 agosto 2020
COME UN RESPIRO, FERZAN OZPETEK E LE FERITE NON SANATE DAL TEMPO
Ho sempre amato Ferzan Ozpetek come regista e sceneggiatore. Ho visto ed apprezzato quasi tutti i film da lui diretti e non ne sono mai rimasta delusa. Ieri l'ho scoperto anche come scrittore, ritrovando nel libro "Come un respiro" edito da Mondadori lo stesso talento e coinvolgimento che avevo riscontrato nel suo impegno dietro la macchina da presa. Il libro narra di due sorelle, Elsa e Adele Conforti (in realtà nel libro Elsa si chiama Corti e Adele Conforti, piccolo dettaglio che potrebbe sfuggire) che non si vedono da 50 anni. La prima, una domenica mattina di fine giugno, si presenta sull'uscio della casa al Testaccio, quartiere di Roma in cui abitava molti anni prima. Spinta dalla nostalgia, suona il campanello. Le apre Sergio, che divide l'appartamento con la moglie Giovanna. Stanno aspettando a pranzo due coppie di amici, come fanno ogni domenica. Elsa e Sergio non si conoscono, ma l'uomo, dopo aver appreso che la donna voglia rivedere la sua vecchia casa, la invita ad entrare. Poco dopo arrivano anche gli invitati e tutti siedono al tavolo a cui fanno accomodare anche Elsa. Il pranzo si arricchisce dei racconti di quella che poco prima era una perfetta sconosciuta, che ammalia tutti con la sua storia e soprattutto incuriosisce per il fascio di lettere che ha spedito alla sorella Adele e che sono state tutte respinte. Perché? Cosa sarà mai successo di tanto grave tra le due donne da recidere nettamenre un legame di sangue? Elsa ha un desiderio: reincontrare la sorella. Sergio e Giovanna, che hanno acquistato da Adele l'alloggio due anni prima, sanno come rintracciarla. La chiamano tlefonicanente e le spiegano che a casa loro c'è Elsa che vuole vederla. Adele annuncia che arriverà da loro tra un'ora e mezzo. Potranno finalmente rivedersi dopo così tanto tempo. Il pranzo prosegue, la curiosità aumenta, così come le riflessioni intime di ciascun commensale sui propri sentimenti, emozioni. Ma anche sui tradimenti che, come gli appassionati di Ozpetek ben sanno, non mancano mai. Quando Adele arriverà, Elsa non ci sarà più. Sarà compito di Adele, allora, racconttare al gruppo di amici cosa sia veramente accaduto in quella casa. Come un respiro è una storia che potrebbe essere drammaticamente vera. Un romanzo che, pagina dopo pagina, alterna al contenuto delle missive scritte da Elsa negli anni i ricordi del passato, cui fanno da corollario riflessioni temporanee delle tre coppie di amici. Con questo libro Ozpetek intriga, appassiona e coinvolge esattamente come fa con i film. Infatti, voglio sperare che "Come un respiro" possa presto diventare la sceneggiatura di una nuova pellicola.
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