pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

lunedì 9 novembre 2020

LE PAROLE HANNO UN PESO.




Ieri sera, incuriosita da un post su Fb di un amico, ho deciso di lasciare perdere la lettura e di accendere la tv, per guardare il docu-film su Tiziano Ferro, disponibile su Amazon. Mai scelta più fu azzeccata. In primis perché ho sempre apprezzato le canzoni dell'artista di Latina, in secondo luogo perché, per oltre un'ora, ho visto scorrere sullo schermo emozioni.

Tiziano Ferro, a dispetto del suo cognome che suscita subito un pensiero di grande forza e resistenza, è un uomo fragile. In  questo viaggio tra Los Angeles, Milano e Latina, svela molto di sé. Lo fa senza fronzoli, senza arzigogolerie cui molti artisti ci hanno abituati. Si mette a nudo dinnanzi alla telecamera e ci offre più di uno spunto per riflettere, per affrontare un percorso di esame interiore che ognuno di noi dovrebbe fare almeno una volta nella vita. 

Per prima cosa, in questa visita guidata nella sua esistenza, Tiziano ci spiega come le parole abbiano un peso. Quante volte abbiamo etichettato qualcuno giudicandolo dalle apparenze? Grasso, finocchio, fallito, puttana... sono solo alcuni dei numerosi termini dispregiativi che spesso compaiono sulle nostre labbra quando parliamo di altri. 

Tiziano racconta della sua infanzia,  dei suo problemi di alcolismo, dei disordini alimentari, dell'omosessualità,  della depressione. E, tra i tanti suoi difetti, aggiunge anche quel "famoso", che gli sembrava il peggiore fra tutti.

Lo vediamo esibirsi sul palco agli albori del suo successo: una gran voce, ma un aspetto poco "professionale", da ragazzotto sovrappeso. Canta benissimo, Mara Maionchi e il marito lo mettono a contratto, ma la sua carriera stenta a decollare. Tiziano capisce perché: l'aspetto è un gran biglietto da visita. Per piacere, si mette a dieta e perde 40 kg. Ha 21 anni, mangia poco e non ha forze, ma indossa l'abito del magro che è quello che tutti vogliono vedere. Infatti la  carriera subisce una svolta ed è il trionfo. 

Ma reggere il ritmo di tanto successo è difficile per un giovane. Lui è un ragazzo modello, il figlio che ognuno vorrebbe avere. Non beve, non fuma, non si droga, ma è profondamente infelice. Qualcuno, nel suo staff, una sera lo invita a festeggiare con un bicchiere. Al primo drink ne fa seguito un secondo e il baratro si apre subito: la bottiglia inizia ad essere una compagna fidata. "Non amavo me stesso - confessa Ferro nel docu-film - e questo era un problema". 

L'alcool gli dà la forza di non pensare alla tristezza, ma alla lunga Tiziano sente il bisogno di confessare. A 30 anni fa coming out, rivela prima al suo manager e poi al pubblico la sua omosessualità. "Alcuni pensavano fosse un suicidio artistico, ma in realtà mi ha avvicinato ancora di più ai miei fan. Stare bene con se stessi, che  si sia artisti o persone comuni non fa differenza, è il primo passo in direzione della felicità".

Grazie ad un'incredibile tempra, che vale il gioco di parole "la forza di Ferro", dalle famose "Sere nere" Tiziano è passato ai giorni felici. Lo si vede osservando il suo sorriso sincero, sfoderato in ogni occasione. Un sorriso che è spontaneo, non stereotipato o falso. 

Sicuramente, togliersi questa difficile "zavorra esistenziale" che si portava appresso lo ha rasserenato. Ora a Los Angeles, dove abita con il marito Victor, sposato nel 2019, è protagonista di gruppi di mutuo aiuto riservati ad alcolisti. Condivide la sua esperienza, ormai appartenente al passato, per spiegare come, quando si tocca il fondo, per risalire la china sia necessario prima di tutto trovare la forza dentro di sé.

"Non importa come cadi, importa come ti rialzi" dice nella sua testimonianza video. Lui è riuscito a rimettersi in piedi soprattutto grazie alla musica. E, per quanto mi riguarda, ascoltare ogni sua canzone o quella di qualsiasi dei miei tanti artisti preferiti, eleva sempre il mio umore alla pari di un abbraccio o una pacca sulla spalla. 

In fondo sono quelle le parole che voglio sentire. Quelle che non pesano, che corrono sulle note e ti aiutano a spiccare il volo verso un cielo pieno di serenità. Mai come di questi tempi, auguro a ciascuno di voi di trovare le parole giuste. Cercatele in un libro, in una poesia, in una canzone, in un film o anche soltanto nella telefonata ad una persona cara. 

Cercatele ovunque e state pur certi che, quando le incontrerete, avrete trovato quello che, tanto per citare una canzone di Ferro, è "il regalo più grande". 

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