pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

giovedì 7 gennaio 2021

L'ESTATE A COLORI, NELL' INVERNO SPENTO

 


Fino a pochi giorni fa non conoscevo il significato della parola sinestesia. Una figura retorica che talvolta si manifesta nelle persone, provocando un disturbo di percezione. Praticamente, i soggetti con sinestesia rispondono ad una stimolazione sensoriale sovrapponendo i sensi.

Di cosa si tratti l'ho scoperto leggendo "Conosci l'estate?", primo romanzo di Simona.Tanzini, edito da Sellerio, che narra le peripezie di Viola, giovane giornalista televisiva romana trasferitasi a Palermo. Viola percepisce le persone associandole dapprima ad un suono ed in seguito ad un colore.

Il romanzo prende avvio con la partecipazione della donna ad un funerale. Per lei è il primo giorno di ferie d'agosto, sferzato da uno scirocco sfiancante. Nello stesso giorno, Viola apprende dalla tv della morte violenta di Romina, una 20enne rinvenuta strangolata in un vicolo della città. Da quell'evento, è tutto un dipanarsi di incastri narrativi, finalizzati a descriverci la Sicilia, lo smarrimento di Viola dinnanzi ai suoi problemi di salute, ma anche le sue difficoltà di ambientamento in una terra che non è la sua. Intanto, proseguono le indagini investigative, cui Viola, pur essendo in ferie, partecipa dando il suo contributo. 

Il libro è molto ben scritto, descrittivo come piace a me, incalzante. Pagina dopo pagina, sembra quasi di patire il caldo insieme a Viola, di cercare conforto sorseggiando con lei un bicchiere di insolia bevuto freddo, mentre intorno nei vicoli scorre la vita della gente del sud e il suo gatto, stanco e svogliato, emette un solo verso: "Mh".

Dicono, in Sicilia, che lo scirocco duri al massimo tre giorni. Ma Viola dimostra che non è vero: è già il quarto giorno che soffia e non si è ancora placato. Benché accompagni gran parte della trama, lo scirocco non è il protagonista del romanzo. Lo sono invece i colori, che Viola tira in ballo ogni volta che incontra qualcuno. Viola patisce il caldo, ha problemi di salute non indifferenti (è afflitta anche da una malattia degenerativa, i "neuroni bucati") che cerca di celare all'occhio altrui, ma è curiosa come solo le donne sanno essere.

Ed è bravissima a descrivere gli altri attori della scena associandoli ad un colore. 

Ecco quindi che la defunta e la di lei madre sono rosse mentre Santo, il suo ex caporedattore, è celeste. Il fidanzato della vittima, tale Zefir, un artista strampalato che è il primo ad essere sospettato dell'omicidio, è color carta da zucchero. E il poliziotto che coordina le indagini, che Viola chiama Zelig, viene associato ad un colore cangiante.

Ma ci pensate come sarebbe bello vedere il mondo a colori? Non come lo vediamo noi abitualmente, intendo, ma con gli occhi di un sinestetico. Sarà anche un disturbo, ma a me non sembra così invalidante riuscire ad associare persone ed oggetti a suoni e sfumature cromatiche. 

Se accadesse a me, sono sicura che l'ufficio nel quale lavoro sarebbe antracite, la palestra che frequento in cui tutto è vivacità e allegria giallo sgargiante, gli amici del cuore blu, che è anche il mio colore preferito. Rossi vedrei mio marito, i miei figli, i miei genitori, mio fratello. Arancione il parentado più stretto. mentre visualizzerei di verde la serenità di una passeggiata in montagna e di rosa la rilassatezza garantita da una buona lettura.

Come sarebbe bello un mondo di nuovo a colori!!! Lo vorrei sgargiante, vivace, scoppiettante di felicità. Invece, specialmente negli ultimi giorni, il pianeta ce l'hanno proposto rosso, arancione o giallo, ma solo per limitarci negli spostamenti e festeggiamenti, quasi come accade ad un incrocio regolato da semaforo.

Chissà, sarà stato un semaforo difettoso, perché verde ne abbiamo visto pochissimo e nessuno sa dire quando torneremo a scorgerlo. Da giorni si vocifera di un cambiamento deciso, una virata di tonalità che dovrebbe trasportarci tutti verso il bianco. Se faremo i bravi, andremo a finire in una fascia acromatica, per ripartire da zero a costruire, passo dopo passo (o vaccino dopo vaccino), un mondo che possa quasi sembrarci normale. Pensate ad una maglia che, lavaggio dopo lavaggio, perde la vivacità del suo colore e il tessuto inizia a cedere, siamo pronti a pensare che sia giunto il tempo di cambiarla. E ci basta scorgere in vetrina un nuovo capo sfavillante, per mandare in archivio quello che fino a poco prima ci sembrava indispensabile nel nostro guardaroba.

La nostra vita nell'anno appena passato è stata così. Abbiamo iniziato il 2020, come consuetudine, con i migliori propositi. Poi, con la primavera, la nostra vivacità ha iniziato a sbiadire. Siamo arrivati a fine anno con troppo grigiore addosso. Ben venga quindi questo bianco di transizione, come una nuova tela su cui versare un arcobaleno di colori. Se volete farvi aiutare a realizzare il vostro dipinto, fatevi dare una mano da Viola (tra l'altro, vi siete accorti che la protagonista ha il nome, oltre che di un fiore, di un colore? Sarà un caso? Mah..). Vi trascinerà in un vorticoso arcobaleno al quale sarà difficile restare indifferenti.

Proprio come è successo a me, con il primo libro letto nel 2021, che mi ha accompagnata in una piacevole indagine caleidoscopica.   






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