pentola a pressione

Ho scelto questo nome per due ragioni: 1) la pentola a pressione dimezza i tempi di cottura. In un mondo che va di fretta risparmiare il 50 per cento è un indubbio vantaggio di partenza; 2) avevo una sola altra alternativa, ovvero chiamare il mio blog valvola di sfogo. Mi serviva un posto dove riversare i miei pensieri velenosi. Lanciare parole nel web anziché frecciate assassine a chi mi sta accanto può essere la valida soluzione per scongiurare l'esaurimento nervoso, condividendo malumori quasi quotidiani, sporadiche euforie ed anche qualche brontolio sommesso che, appunto, mi rende simile ad una pentola a pressione che necessita di "sfiatare".

sabato 9 gennaio 2021

ROSSO DI SERA, BEL TEMPO SI SPERA. ARANCIO AI 50? LA SPERANZA INFRANTA

Speciale. Con questo aggettivo, nel corso dei miei primi 50 anni di vita, mi sono sentita definire spesso. Sono stata speciale per gli amici più cari, ai quali non ho mai lesinato un aiuto in caso di necessità, ricevendo quasi sempre lo stesso trattamento. Tanti hanno apprezzato, qualcuno poi ha cambiato idea strada facendo, ma sono problemi suoi. Sono stata speciale per alcuni intervistati nel corso della mia carriera giornalistica, ricevendo con mio comprensibile orgoglio i complimenti per qualche storia raccontata particolarmente bene e con ricchezza di dettagli. Sono stata speciale quando sono nata: niente ospedale, ma "fatta in casa", come dico io "come gli agnolotti", un sabato sera d'inverno. Ero speciale a detta di chi, nei miei primi mesi di vita, si affacciava sulla carrozzina nella quale sgambettavo pasciuta e rimaneva estasiato dinnanzi ai miei grandi e luminosi occhi turchesi. Che poi, se ve la devo dire tutta, quegli occhi affascinano anche me ogni volta che riguardo quelle foto. Non mi credete? Giudicate voi ... 
Speciale avrei quindi voluto che fosse anche il mio 50esimo compleanno. Nel senso che, essendo un traguardo particolare, mi sarebbe piaciuto celebrarlo con qualche evento memorabile. Nulla di particolarmente stravagante, chè ho già un certo peso sulle spalle (non vi dico quello sul girovita), ma un pranzo fuori con la famiglia, una bella passeggiata nella neve, un brindisi con i pochi amici degni di essere definiti tali. Invece no, la specialità di questo mezzo secolo di vita è stata nel festeggiare in zona arancione. Così la passeggiata l'ho anticipata di due giorni, quando in zona gialla era possibile farlo e il pranzo fuori è rinviato a data da destinarsi. I parenti e gli amici ci saranno presto, appena si potrà. Per oggi, di speciale solo una torta fai da te (anzi, fai da me), consumata tra le mura di casa.
Non so a voi, ma benché sia un colore allegro - e io amo l'allegria - a me l'arancione non è mai piaciuto particolarmente. Preferisco il blu, quello del mare. 
Infatti, la prima ipotesi, molti mesi fa, fu che avrei trascorso il giorno del mio mezzo secolo al mare. Nello specifico ad Alassio, la cittadina speciale che porto nel cuore fin dall'infanzia. 
Oggi, ripensando a qualcosa di speciale, il mio primo pensiero è andato ad una canzone che, nell'adolescenza, scandiva le mie giornate. 
La attaccavo già al mattino, prima di andare a scuola, quando la puntina scorreva nel solco del 45 giri diffondendo nell'aria le note di "Ragazzi di oggi" di Luis Miguel. Continuavo al pomeriggio ed era anche l'ultimo suono della sera, prima di cadere nel sonno profondo. 
Mia mamma l'ha sentita talmente tante volte diffondersi nell'aria che sono sicura che, se oggi gliela facessi cantare, la saprebbe tutta a memoria. E voi, ve la ricordate? Era il 1984 e questo fascinoso ragazzotto messicano dai denti bianchissimi aveva steso con il suo sorriso stuoli di ragazzine, inclusa la sottoscritta. "Noi, ragazzi di oggi, noi, con tutto il mondo davanti a noi, viviamo nel sogno di poi. ... Puoi farci piangere, ma non puoi farci cedere, noi siamo il fuoco sotto la cenere. ...Non fare spegnere, la voglia che hai di ridere, noi siamo quelli in cui tu puoi credere". 
Questi versi mi riempivano di allegria, allora. Oggi, che non ho più tutto quel mondo davanti ma molte più responsabilità di allora e meno spensieratezza, risentirli mi mette un po' di malinconia, anche se il ritmo mi fa sempre partire la voglia di ballare e cantare a squarciagola. 
Per curiosità, qualche giorno fa sono andata sul web a cercare una foto di Luis Miguel oggi. Beh, che dire, sempre un bel vedere. Lui i 50 anni li ha festeggiati un anno fa. Ha sicuramente avuto più successo di me, non so se sia felice o no e neppure mi interessa. 
Mi è stato accanto in una fase della mia vita che è ormai lontana. Ma pur non conoscendolo di persona, ho seguito il suo consiglio. 
E ancora oggi, mentre gran parte del mondo ha perso la capacità di farlo, sono riuscita a "non far spegnere la voglia che ho ridere". 
Non sono una ragazza di oggi, sono una ragazza di ieri. Anzi , non sono nemmeno più tanto ragazza. Ma, forse, è davvero ora che anche io mi convinca di essere, oltre che fortunata, un po' speciale. Grazie a tutti voi per avere, ognuno a suo modo (come Pirandello), reso speciale anche questo traguardo colorato di arancio.

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