Speciale. Con questo aggettivo, nel corso dei miei primi 50 anni di vita,
mi sono sentita definire spesso. Sono stata speciale per gli amici più
cari, ai quali non ho mai lesinato un aiuto in caso di necessità, ricevendo
quasi sempre lo stesso trattamento. Tanti hanno apprezzato, qualcuno poi ha
cambiato idea strada facendo, ma sono problemi suoi. Sono stata
speciale per alcuni intervistati nel corso della mia carriera
giornalistica, ricevendo con mio comprensibile orgoglio i complimenti per
qualche storia raccontata particolarmente bene e con ricchezza di dettagli. Sono
stata speciale quando sono nata: niente ospedale, ma "fatta in casa",
come dico io "come gli agnolotti", un sabato sera d'inverno. Ero
speciale a detta di chi, nei miei primi mesi di vita, si affacciava sulla
carrozzina nella quale sgambettavo pasciuta e rimaneva estasiato dinnanzi ai
miei grandi e luminosi occhi turchesi. Che poi, se ve la devo dire tutta, quegli
occhi affascinano anche me ogni volta che riguardo quelle foto. Non mi credete?
Giudicate voi ...
Speciale avrei quindi voluto che fosse anche il mio 50esimo compleanno. Nel
senso che, essendo un traguardo particolare, mi sarebbe piaciuto celebrarlo con
qualche evento memorabile. Nulla di particolarmente stravagante, chè ho già un
certo peso sulle spalle (non vi dico quello sul girovita), ma un pranzo fuori
con la famiglia, una bella passeggiata nella neve, un brindisi con i pochi amici
degni di essere definiti tali. Invece no, la specialità di questo mezzo secolo
di vita è stata nel festeggiare in zona arancione. Così la passeggiata l'ho
anticipata di due giorni, quando in zona gialla era possibile farlo e il pranzo
fuori è rinviato a data da destinarsi. I parenti e gli amici ci saranno presto,
appena si potrà. Per oggi, di speciale solo una torta fai da te (anzi, fai da
me), consumata tra le mura di casa.
Non so a voi, ma benché sia un colore allegro - e io amo l'allegria - a me
l'arancione non è mai piaciuto particolarmente. Preferisco il blu, quello del
mare.
Infatti, la prima ipotesi, molti mesi fa, fu che avrei trascorso il giorno
del mio mezzo secolo al mare. Nello specifico ad Alassio, la cittadina speciale
che porto nel cuore fin dall'infanzia.
Oggi, ripensando a qualcosa di speciale, il mio primo pensiero è andato ad una canzone che, nell'adolescenza, scandiva le mie giornate.
La attaccavo già al mattino, prima di andare a scuola, quando la
puntina scorreva nel solco del 45 giri diffondendo nell'aria le note di "Ragazzi
di oggi" di Luis Miguel. Continuavo al pomeriggio ed era anche l'ultimo suono
della sera, prima di cadere nel sonno profondo.
Mia mamma l'ha sentita talmente
tante volte diffondersi nell'aria che sono sicura che, se oggi gliela facessi
cantare, la saprebbe tutta a memoria. E voi, ve la ricordate? Era il 1984 e
questo fascinoso ragazzotto messicano dai denti bianchissimi aveva steso con il
suo sorriso stuoli di ragazzine, inclusa la sottoscritta. "Noi, ragazzi di oggi,
noi, con tutto il mondo davanti a noi, viviamo nel sogno di poi. ... Puoi farci
piangere, ma non puoi farci cedere, noi siamo il fuoco sotto la cenere. ...Non
fare spegnere, la voglia che hai di ridere, noi siamo quelli in cui tu puoi
credere".
Questi versi mi riempivano di allegria, allora. Oggi, che non ho più
tutto quel mondo davanti ma molte più responsabilità di allora e meno
spensieratezza, risentirli mi mette un po' di malinconia, anche se il ritmo mi
fa sempre partire la voglia di ballare e cantare a squarciagola.
Per curiosità,
qualche giorno fa sono andata sul web a cercare una foto di Luis Miguel oggi.
Beh, che dire, sempre un bel vedere. Lui i 50 anni li ha festeggiati un anno fa.
Ha sicuramente avuto più successo di me, non so se sia felice o no e neppure mi
interessa.
Mi è stato accanto in una fase della mia vita che è ormai lontana. Ma
pur non conoscendolo di persona, ho seguito il suo consiglio.
E ancora oggi,
mentre gran parte del mondo ha perso la capacità di farlo, sono riuscita a "non
far spegnere la voglia che ho ridere".
Non sono una ragazza di oggi, sono una
ragazza di ieri. Anzi , non sono nemmeno più tanto ragazza. Ma, forse, è davvero
ora che anche io mi convinca di essere, oltre che fortunata, un po' speciale.
Grazie a tutti voi per avere, ognuno a suo modo (come Pirandello), reso speciale
anche questo traguardo colorato di arancio.




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