Brr, che gelo. Quante volte pronunciamo questa frase? Io poche, perché amo le temperature rigide. Adoro l'inverno, gli strati di ghiaccio che paralizzano i panorami (e a volte intere città) vetrificandoli.
Ciascuno di noi ha le proprie stranezze, chi più chi meno. Io ho questa: mi piace l'inverno, anche quando tutto intorno a me annuncia che sia in dirittura d'arrivo l'estate.
Per questo non posso che raccontarvi positivamente la mia prima esperienza con la criosauna. Un trattamento rinvigorente e tonificante, che usa la terapia del freddo per dare una sferzata energetica al corpo, riattivando la circolazione, velocizzando il metabolismo, regalando una vera e propria sensazione di benessere nell'immediato, con ricadute benefiche anche nei giorni a venire (me l'hanno detto, ma al momento non posso ancora testimoniarlo, essendo passate poche ore dal mio primo trattamento).
Dopo una giornata in ufficio, ieri mi sono coccolata facendomi rinchiudere in un cilindro metallico nel quale, dal collo in giù, il mio corpo ha subito una sorta di velocissima ibernazione, raffreddato da azoto che ha raggiunto la temperatura di -198 gradi. Due minuti così, a non pensare a nulla se non a muovere rapidamente le dita delle mani girando su me stessa per 180 gradi (che non ho ben capito se fosse un movimento volto ad evitare che io cadessi a terra come un maxi cubetto ghiacciato).
Roba da pazzi, diranno quelli che amano le estati torride (perché mi sa che qualcuno così esista, benché io non ne condivida il pensiero).
Roba da matti vi dico io, ma con un entusiasmo alle stelle. L 'operatrice del centro dove ho provato questa nuova tecnica, che gli sportivi di un certo livello conoscono da tempo, mi ha rapidamente riassunto quello che avrei di lì a poco sperimentato, grazie all'omaggio di mio marito e dei miei figli per la festa della mamma al grido di "se bella vuoi divenire un poco devi soffrire".
Beh, se la sofferenza è questa, ditemi dove devo firmare che voglio diventare bellissima!
"Ora si spogli, resti in intimo e calzi quelle ciabatte (ndr sorta di doposci pelosi stile uggs) . Appena è pronta mi chiami, io sono qua fuori" mi dice la ragazza che mi assisterà.
Detto fatto, mentre lei mi aspetta, io scruto quello che di lì a poco diventerà il mio sarcofago temporaneo.
Ecco, sono pronta, entro nel macchinario in posizione verticale e lei chiude lo sportello anteriore. Resta fuori solo la testa (qualcuno le avrà detto che sono una testa calda difficile da tenere a bada? 😂😂).
L'erogazione parte: vengo avvolta da una coltre nebbiosa inodore. O forse l'odore ce l' ha, ma io indosso la mascherina e non sento nulla. Veramente qualcosa lo sento. È un freddo che mi sale dai piedi, ma non è assolutamente fastidioso, anzi. È gelo, molto secco e mi piace. "Brava, è già passato un minuto" scandisce il tempo l'operatrice, che sorveglia la mia reazione e verifica che tutto vada nel verso giusto. "Di già? Nemmeno me ne sono accorta" rispondo io, non fosse per questa antipatica museruola che la pandemia mi ha piazzato sul viso e che mi toglie un po' il fiato. "Regge bene il freddo, non è da tutti, sa? " mi dice la ragazza. Sono nata a gennaio, temprata da mezzo secolo di permanenza su questa terra, ma dovrebbe vedere d'estate la fatica che faccio. O forse dovrebbe vedere come faccia fatica a reggere certe persone, che è uno sforzo che dura 12 mesi l'anno!! Non ci si improvvisa resistenti...
Buona la prima, sono stata brava, la sessione è finita. Due minuti, e siamo arrivati a - 198. "La prossima volta facciamo 3 minuti" mi dice la giovane, ma capisco che non sia una sfida bensì un'anticipazione di ciò che mi attenderà al prossimo giro di giostra. Tornerò tra una settimana e confesso che non vedo l'ora. Sono uscita con una sensazione di benessere addosso che non percepivo da tempo. Sempre detto io, che il freddo mi fa bene.
Oltretutto ora, se qualcuno mi dirà che sono algida, potrò spiegargli perché. Anche se già tremo a pensare a quando, tra qualche settimana, con la pressione sotto le suole, mi squaglierò alla ricerca di un soffio d'aria fresca, sperando che arrivi presto l'inverno. E non importa se la stragrande maggioranza di voi non mi capisce.


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